Chironomidae

Chironomidae

chironomidae
Identificazione e Biologia

I Chironomidi sono un’ampia famiglia di insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri, di aspetto simili alle zanzare differiscono da esse per diversi caratteri poco appariscenti e, soprattutto, per l’assenza completa dell’ematologia nella dieta degli esemplari di femmine adulte.

Aspetto Fisico

Gli adulti hanno il corpo esile e delicato, lungo da 1 a 10 mm, con zampe lunghe e sottili e la testa piccola e coperta dall’espansione in avanti del pronoto.
Le antenne dei maschi sono densamente piumose, quelle delle femmine sono moniliformi.

L’apparato boccale è di tipo succhiante non perforante per l’assenza di mandibole funzionali.
Il torace è convesso e prolungato in avanti fino a sormontare il capo.

Le zampe, lunghe e sottili sono composti da 5 segmenti, particolarmente lunghi in quelle anteriori, vengono tenute sopra la testa e protese in avanti in posizione di riposo.
Le ali sono strette e lunghe e ripiegate a tetto sull’addome durante il riposo.

 

Diffusione e Habitat

La specie colonizza ambienti in tutte le regioni zoo-geografiche della Terra, inclusa l’Antartide, con la specie Belgica antarctica, la tundra artica, con almeno oltre un centinaio di specie, ed habitat marini, con il genere chiamato Clusio.

In Europa sono presenti circa 1500 specie suddivise in otto sottofamiglie.

In Italia non si conosce l’effettivo numero di specie a causa di una limitata conoscenza relativa proprio a questa famiglia.

 

Danni Provocatibiology of chironomidae

Questi insetti non sono dannosi per l’uomo in modo diretto al contrario, ad esempio, dei nematoceri ematofagi (Culicidae, Ceratopogonidae, Phlebotominae) o dei nematoceri fitofagi (Cecidomyiidae, Tipulidae).
I Chironomidi vengono considerati spesso responsabili dei danni causati nelle risaie in fase di semina, in particolare in Emilia.

Le larve di questi Chironomidi, vivono nei fondali melmosi degli acquitrini ed hanno un regime dietetico detritivoro ed ecco perché nelle risaie gli attacchi al riso si rivelano più intensi in caso di proliferazione, con densità di popolazione che superano i 100 g di larve per litro di melma.
Grazie all’ammodernamento della tecnica colturale associato al diserbo chimico, il problema dei Chironomidi è sensibilmente diminuito.

L’aumento di colonie di Chironomidi è strettamente legato all’eutrofizzazione delle acque.

 

Nelle aree urbane le conseguenze di una forte presenza della specie porta:

all’aumento di allergie per inalazione e di congiuntiviti per contatto con gli occhi;

all’imbrattamento di manufatti di qualsiasi natura;

all’ostacolo al traffico motorizzato su terra e aereo.

 

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