Nezara Viridula

Nezara viridula: Identificazione e Biologia

Nezara viridula

 

La Nezara viridula, nome scientifico della più comune cimice verde, è un insetto fitofago facente parte della famiglia dei Pentatomidae. Si presuppone che queste specie siano originarie dell’Etiopia; ad oggi sono diffuse in tutto il globo terrestre, ad eccezione dell’Antartide.

Proprio come le altre specie Eterotteri, anche questo insetto ha delle ghiandole odorifere che emettono un cattivo odore. L’utilizzo principale di queste ghiandole è la difesa; lo scopo è infatti quello di allontanare i predatori.

Grazie a questo meccanismo di difesa, la Nezara viridula ha pochissimi nemici naturali, e anche quelli che ha non si avvicinano all’adulto, bensì cacciano le uova.

 

 

 

 

Curiosità: la Nezara viridula non è l’unica specie ad essere identificata come “cimice verde“, infatti divide il nome con la Palomena prasina, dalla quale si distingue solo per la parte finale del corpo bianca nella prima, non presente nella seconda.

 

Biologia

L’insetto ha una spiccata polifagia, che si manifesta a spese di specie vegetali appartenenti a oltre 30 famiglie, sia monocotiledoni sia dicotiledoni. La diffusione geografica della Nezara viridula si interrompe, in genere, soltanto davanti al freddo invernale.
Gli esemplari femmina hanno più possibilità di sopravvivenza durante l’inverno piuttosto che i maschi, essendo più resistenti di questi.
Negli ultimi decenni però, la specie ha aumentato costantemente la propria resistenza al freddo, arrivando a colonizzare aree sempre più verso il nord, dove la temperatura in inverno non supera 1,5 °C.

La Nezara viridula trascorre i mesi invernali tra le foglie secche o tra le siepi, in attesa della primavera, momento propizio per iniziare la loro attività riproduttiva.
Il ciclo riproduttivo inizia deponendo le uova sulle foglie di piante ospiti che ne risentono gravemente.
Le uova si schiudono dopo un periodo che varia tra i 5 e i 21 giorni, in base alla
temperatura.

 

Danni Provocati

Uno dei danni provocati dalla specie è la decolorazione localizzata di ortaggi e frutta, dovuta alle punture. Gli adulti sono i maggiori responsabili delle infestazioni su i pomodori e proprio per questo la Nezara viridula viene anche comunemente chiamata “cimice del pomodoro”.
I danni avvengono maggiormente nel caso di coltivazioni intensive, poiché la monocoltura del pomodoro genera condizioni ottimali per la prolificazione della cimice.

Il danno vero e proprio si manifesta su foglie e frutti; sulle foglie, a causa delle punture trofiche, si evidenziano delle necrosi localizzate e disseccamenti di differente grado. Le cimici, inoltre, con le loro punture, conferiscono ai frutti un cattivo sapore a causa di secrezioni contenute all’interno delle ghiandole repugnatorie.
Infine, la cimice può trasmettere alle piante anche malattie secondarie, come ad esempio la Batteriosi.

 

Ulteriori danni: alle piante di Nocciole questo insetto provoca il cosiddetto “cimiciato”, e cioè un’alterazione della forma e del sapore della parte edule del frutto che diventa striminzita e sgradevole.

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