Daphnis nerii: Identificazione e Biologia

Daphnis nerii

 

La sfinge dell’oleandro, conosciuta anche con il nome scientifico di Daphnis nerii, è un lepidottero che fa parte della famiglia Sphingidae, diffuso in Eurasia, Africa e Oceania.
Il “nerii” è presente nel nome per la pianta fonte principale di cibo della larva di questa specie.

 

Aspetto Fisico

Come tutti gli altri lepidotteri, anche la Daphnis nerii ha un ciclo vitale suddiviso in 4 differenti fasi:

 

  • Uovo
    L’uovo ha una forma sferica, la sua superficie è liscia e di una tonalità di verde molto acceso; il diametro è di circa tra i 1,25 e i 1,5 mm.bruco sfinge dell'oleandro

 

  • Larva
    Il bruco è di colore marrone oppure verde; nel momento in cui esce dall’uovo misura circa 3 mm, raggiungendo successivamente i 130 mm una volta ultimato lo sviluppo.
    La testa, rispetto al resto del corpo, è molto piccola.
    Durante il primo stadio evolutivo la larva è di colore giallo molto tenue; le zampe sono di color rosa-arancio, mentre le pseudozampe sono verdi, ma grigio-brunastre nella parte finale.
    Quando la tonalità del corpo della larva varia dal giallo al verde significa che è giunta al secondo stadio larvale; apparirà inoltre una linea bianca dorso-laterale, che va dalla prima parte dell’addome sino al cornetto caudale che con il crescere della larva diventa di un colore sempre più chiaro.
    Una volta raggiunto l’ultimo stadio di questa fase, le linee bianche dorso-laterali diverranno nere.sfinge dell'oleandro

 

 

  • Pupa
    La terza fase è quella della pupa; questa raggiunge i 75 mm e assume una colorazione lucida e marrone chiaro, con piccole strisce nere sull’addome.
    Gli spiracoli sono evidenti e bordati di nero e il cremaster è corto e a forma conica.
    Le pupe possono essere trovate dentro dei bozzoli giallastri sotto la superficie del terreno; queste raramente superano i gelidi inverni europei.

 

  • Adulto
    Il corpo dello stadio finale della sfinge dell’oleandro è di colore verde acceso attraversato da disegni trasversali più chiari, tendenti al marrone o più scuri, che creano forme geometriche complesse.
    Nella zona apicale si osserva una macchia più scura a forma di mezza luna, affiancata ad un’area quasi bianca.

 

Comportamenti

Subito dopo la schiusa, la larva mangia le vestigia dell’uovo.
Durante le prime fasi di sviluppo, il bruco si nutre sulle foglie e sui fiori più alti, ma successivamente predilige rami più bassi o addirittura sul terreno, ma solo durante le ore in cui non deve nutrirsi.
Se la larva si sente minacciata utilizzerà una tecnica di auto-difesa allungando il suo corpo facendo in modo da assomigliare ad una foglia di oleandro; se ulteriormente infastidita, inizierà a contorcersi, così da mettere in risalto le macchie a forma di occhio, tentando cosi di spaventare l’aggressore.
L’adulto riposa durante il giorno ed incomincia la propria attività all’imbrunire.

 

Danni Provocati

bruco sfinge dell’oleandro

Queste larve possono arrecare seri danni alle foglie dell’oleandro, delle pervinche e sono stati riportati casi di danni alle colture di vite, pur preferendo i fiori e le foglie dell’oleandro, questi bruchi sono decisamente polifagi, potendo accrescersi a spese di un gran numero di piante nutrici.

 

 

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