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Formica di fuoco

Solenopsis invicta

La formica di fuoco (Solenopsis invicta) è una formica invasiva sudamericana, bruno-rossastra con l'addome nero. In Europa è stabile solo in Sicilia: la puntura è dolorosa e può causare reazioni allergiche gravi.

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  • 1,5-6 mmoperaie bruno-rossastre con addome nero
  • 10-60 cmnido di terra, senza ingressi visibili
  • 88 nidisu 4,7 ettari vicino a Siracusa, inverno 2022-2023
  • 22-38 giornida uovo a operaia
Formica di fuoco (Solenopsis invicta), operaia vista di fronte al microscopio
Foto: Insects Unlocked, CC0, Wikimedia Commons

Aspetto fisico: com’è fatta la formica di fuoco (Solenopsis invicta) e come riconoscerla

La formica di fuoco (Solenopsis invicta), in inglese red imported fire ant, cioè «formica rossa di fuoco importata», è una formica bruno-rossastra con l’addome nero. Le operaie non hanno tutte la stessa taglia: secondo le fonti consultate misurano tra 1,5 e 6 millimetri, con poche operaie grandi, molte medie e per lo più piccole nella stessa colonia. La regina è più grande, di 6-8 millimetri, e ha le ali; i maschi sono neri e lucidi.

L’insetto da solo non basta per riconoscerla, perché a occhio nudo somiglia ad altre formiche rossicce. Il segno più utile è il nido: un cumulo di terra alto da 10 a 60 centimetri, con l’interno a nido d’ape e senza aperture d’ingresso visibili. Lo trovi in aree aperte e soleggiate, come prati, pascoli, bordi di strada e terreni agricoli abbandonati.

Un’altra differenza è come reagisce: se disturbata, la colonia esce in massa e punge. Per distinguerla da altre formiche, guarda la sezione sulle differenze più sotto.

Ciclo vitale: dalle uova alla colonia, quanto vive la formica di fuoco

Come tutte le formiche, la formica di fuoco passa per uovo, larva, pupa e adulto, e per arrivare da uovo a operaia servono circa 22-38 giorni, secondo la temperatura. Le operaie vivono da uno a sei mesi, a seconda della taglia; una regina può vivere da due a sei anni.

Le colonie possono avere una sola regina o più regine. La forma con più regine, detta poliginica, è diventata la più frequente nelle aree invase. La popolazione siciliana è poliginica: nei nidi sono state trovate più regine.

Le nuove regine alate escono per accoppiarsi e fondare nuove colonie. Negli Stati Uniti i voli nuziali avvengono tra primavera e autunno, di solito nelle ore centrali di giornate calde e soleggiate dopo la pioggia. In Sicilia i ricercatori ne hanno osservato uno anche in gennaio, fuori dalla stagione tipica dell’emisfero nord.

Comportamenti: la formica di fuoco punge? Come reagisce se disturbata

Sì, la formica di fuoco punge, e lo fa in modo vistoso: se qualcuno disturba il nido, le operaie escono in gran numero e si aggrappano alla pelle con le mandibole, poi pungono. Il dolore e la pustola vengono dal pungiglione, non dal morso. Per questo conviene stare lontani dal cumulo, senza toccarlo né calpestarlo.

È una specie sociale e molto numerosa: negli Stati Uniti una colonia matura può arrivare a circa 240.000 operaie, e i comunicati regionali siciliani parlano di colonie che possono contare milioni di individui.

Fuori dal nido le operaie cercano cibo in ordine sparso. Possono arrivare anche in casa (per le formiche più comuni nelle abitazioni, vedi la guida sul nido di formiche in casa), dove cercano dolci, proteine e grassi, e possono infilarsi in apparecchiature elettriche come computer, pompe di piscina, automobili e lavatrici.

Abitudini alimentari: cosa mangia la formica di fuoco

La formica di fuoco è opportunista: si nutre di animali morti, tra cui insetti, lombrichi e piccoli vertebrati, e raccoglie la melata degli afidi. Cerca anche zuccheri, proteine e grassi, comprese le fonti che trova nelle case.

Le larve ricevono prima cibo liquido, poi proteine solide portate dalle operaie. Gli studi che abbiamo consultato indicano un impatto su agricoltura ed ecosistemi locali, ma non descrivono ancora la dieta della popolazione siciliana nel dettaglio.

Habitat: da dove viene e dove vive la formica di fuoco in Sicilia

La formica di fuoco è originaria dell’America meridionale e si è diffusa nel giro di meno di un secolo in gran parte degli Stati Uniti, in Messico, nei Caraibi, in Cina, a Taiwan e in Australia. In Europa risultavano finora solo intercettazioni, cioè esemplari fermati ai controlli, in Spagna, Finlandia e Paesi Bassi.

La formica di fuoco in Sicilia è il primo caso europeo di popolazione stabile. I ricercatori hanno contato 88 nidi su circa 4,7 ettari nell’inverno 2022-2023, vicino a Siracusa, alla foce dei fiumi Ciane e Anapo, in un’area disturbata ma dentro un sito protetto. La scoperta è stata pubblicata nel settembre 2023. L’ISPRA indica la prima segnalazione al 2022, mentre i residenti riferiscono punture almeno dal 2019: la presenza è quindi probabilmente più antica. Non è chiaro come sia arrivata; le analisi genetiche indicano come origini più probabili Stati Uniti, Cina e Taiwan, e il porto di Augusta, a meno di 20 chilometri a nord, può aver avuto un ruolo.

Nelle fonti che abbiamo consultato l’unica popolazione stabile in Italia è quella siciliana, e gli interventi pubblici sono partiti dalla provincia di Siracusa. Gli autori dello studio stimano che circa metà delle aree urbane europee abbia già condizioni adatte alla specie, soprattutto le città costiere collegate dai porti.

Danni provocati: la puntura è pericolosa? Rischi e cosa fare

Per le persone il rischio principale è la puntura, molto dolorosa. Il veleno è formato in gran parte da alcaloidi, che causano dolore e una pustola bianca che compare di solito circa un giorno dopo. Le reazioni vanno dal dolore e dal gonfiore locali, nel caso più comune, fino allo shock anafilattico nelle persone allergiche. Le punture possono colpire anche animali da allevamento e lavoratori agricoli.

Cosa osservare dopo una puntura: se compaiono difficoltà a respirare, gonfiore di viso, lingua o gola, giramenti di testa, orticaria estesa o malessere, chiama il 112 o vai subito al pronto soccorso. Rivolgiti al pronto soccorso anche dopo molte punture, o se a essere punto è un bambino o una persona già allergica agli imenotteri. Non servono rimedi fai da te. Se vuoi confrontare la puntura con quella di altri insetti, leggi la guida su come riconoscere le punture di insetti.

La specie è considerata una delle più dannose al mondo e la quinta più costosa: incide su ecosistemi, agricoltura e salute. L’ISPRA la include tra le specie di rilevanza unionale (regolamento UE 1143/2014), e i focolai noti sono gestiti dagli enti pubblici con un piano di eradicazione.

Che cosa può fare un professionista? Se ti trovi fuori dall’area dei focolai e vedi formiche che pungono, un tecnico di Disinfesta può fare un sopralluogo e riconoscere la specie: nella maggior parte dei casi è una delle altre formiche più comuni, e conta, perché ogni specie richiede un intervento diverso. Se invece sospetti la formica di fuoco, non trattare il nido da solo e segnala prima agli enti competenti, come spiegato nella sezione seguente.

Formica di fuoco o formica rufa? Come distinguerla dalle altre formiche rosse

La formica di fuoco si distingue dalle altre formiche rossicce soprattutto per il nido di terra senza ingressi visibili, in zone aperte e soleggiate, e per la reazione al disturbo. Ecco le specie che si confondono più spesso con lei.

  • La formica rufa, o formica rossa del bosco, costruisce un nido a cupola fatto di aghi di conifera e rametti, nei boschi: nulla a che vedere con un cumulo di terra in un prato.
  • La formica ladra appartiene allo stesso genere, Solenopsis, ma è gialla e piccolissima (1,5-3 millimetri).
  • La formica acrobata ha la testa rossastra e il corpo scuro e alza l’addome quando si sente minacciata.
  • La formica argentina è un’altra specie invasiva sudamericana, ma è marrone, non punge e vive in piste lungo i muri.

Se non sei sicuro, non avvicinarti e non rovesciare il nido per vedere come è fatto: usa una foto scattata da distanza di sicurezza.

Cosa fare se pensi di aver trovato la formica di fuoco

Se sospetti di aver trovato la formica di fuoco, non toccare il nido e segnalalo. La Regione Siciliana ha attivato un’applicazione web, coordinata con il Ministero dell’Ambiente, in cui carichi una foto e la posizione esatta del formicaio sospetto. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania verifica la specie e, se è confermata, avvia le procedure del piano di eradicazione.

  1. Resta a distanza e fotografa il nido con lo zoom.
  2. Annota la posizione precisa.
  3. Invia foto e posizione tramite l’applicazione regionale.
  4. Tieni lontani bambini e animali dal punto.

Se sei in un’altra regione e hai dei dubbi sulla specie, contatta il servizio fitosanitario regionale o il comune.

Domande

La formica di fuoco è in Italia?
Sì, ma finora in una sola area: la Sicilia, vicino a Siracusa. È il primo caso europeo di popolazione stabile, scoperto nell’inverno 2022-2023 e pubblicato nel settembre 2023.
Come si riconosce la formica di fuoco?
È bruno-rossastra con l’addome nero, lunga da 1,5 a 6 millimetri secondo la taglia. Il segno più utile è il nido: un cumulo di terra alto da 10 a 60 centimetri, senza aperture visibili, in prati e bordi di strada.
La puntura della formica di fuoco è pericolosa?
È molto dolorosa e lascia una pustola bianca dopo circa un giorno. Nelle persone allergiche può causare uno shock anafilattico: se compaiono difficoltà a respirare, gonfiore di viso o gola o malessere, chiama il 112.
Cosa significa che la formica di fuoco è una specie invasiva unionale?
Significa che rientra tra le specie esotiche invasive regolate a livello europeo dal regolamento UE 1143/2014, come indicato dall’ISPRA. In Sicilia è in corso un piano pubblico di eradicazione.
Come si segnala un nido di formica di fuoco?
In Sicilia puoi usare l’applicazione web della Regione: carichi una foto e la posizione esatta. Ricercatori dell’Università di Catania verificano la specie. Non toccare il nido e non cercare di rimuoverlo.
La formica rossa di fuoco e la formica rufa sono la stessa cosa?
No. La formica rufa è una formica del bosco, autoctona, con nido a cupola di aghi di conifera. La formica di fuoco è una specie esotica sudamericana con nido di terra, senza ingressi visibili, in zone aperte.
Le formiche di fuoco possono entrare in casa?
Possono entrare per cercare dolci, proteine e grassi e infilarsi in apparecchiature elettriche. Il nido però è fuori, in terra, di solito in aree aperte e soleggiate.
Cosa devo fare se trovo un nido di formiche di fuoco?
Non avvicinarti e non disturbarlo. Fotografa da lontano, annota la posizione e segnala agli enti competenti. Il trattamento dei focolai noti è affidato a un piano pubblico di eradicazione.

Fonti

  • ISPRA, «Solenopsis invicta (formica di fuoco o formica guerriera)», Specie invasive di rilevanza unionale. Vai alla fonte
  • M. Menchetti, E. Schifani, A. Alicata, L. Cardador, E. Sbrega, E. Toro-Delgado, R. Vila, «The invasive ant Solenopsis invicta is established in Europe», Current Biology 33, 2023. Vai alla fonte
  • Regione Siciliana, «Formica di fuoco, la Regione lancia una web app che accelera l’identificazione», Terrà 14 novembre 2025. Vai alla fonte
  • UF/IFAS Extension, «Red Imported Fire Ant, Solenopsis invicta Buren», Featured Creatures EENY-195, University of Florida. Vai alla fonte

Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico né quello degli enti competenti.

Formica di fuoco
Formica di fuoco: foto dell'infestante
Solenopsis invicta
Classificazione scientifica
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
ClasseInsecta
OrdineHymenoptera
FamigliaFormicidae
GenereSolenopsis
SpecieSolenopsis invicta
Nomenclatura binomialeSolenopsis invicta
La fonte
Classificazione dal registro GBIFrango: species