Istrice
Hystrix cristata
L'istrice (Hystrix cristata) è il roditore più grande d'Italia, 12-17 kg, notturno e coperto di aculei. È una specie protetta: danneggia orti e argini, ma non si può catturare, ferire o scacciare dalla tana.
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- 12-17 kgpeso, con 68-78 cm di testa e corpo
- Notturnodi giorno resta nella tana, usata anche per decenni
- ProtettoDirettiva Habitat All. IV, Berna App. II, non cacciabile
- Tutte le regionitranne Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta

Aspetto fisico: com’è fatto l’istrice, quanto pesa e come lo riconosci dalle tracce
L’istrice (Hystrix cristata) è un roditore dal corpo tozzo, coperto di aculei bianchi e neri: non lo scambi con nessun altro animale italiano. La scheda dell’Associazione Teriologica Italiana indica 12-17 chilogrammi di peso, 68-78 centimetri di testa e corpo e una coda di soli 9-11 centimetri. Se si esclude il castoro, è il roditore più grande d’Italia e d’Europa.
Gli aculei della coda sono cavi e, quando l’animale li agita, tintinnano. Sulla testa ci sono lunghe setole con la punta bianca, che formano una cresta e danno alla specie il nome cristata. L’unica parte senza aculei è la zona lombare, sopra l’attaccatura della coda, dove il pelo è bianco o grigiastro.
Spesso l’istrice non lo vedi, perché esce di notte, ma lascia segni facili da riconoscere. Gli escrementi sono molto più grandi di quelli dei cervidi, a forma di oliva e deposti in mucchietti. Le impronte si possono confondere con quelle del tasso, ma nell’istrice si vede il quinto dito appoggiato a terra. Altri segni sono le tane nel terreno.
Ciclo vitale: monogamia, riproduzione e tane usate per decenni
L’istrice è monogamo e forma coppie stabili per tutta la vita, con due picchi riproduttivi: a febbraio e a ottobre. Nella stessa tana vivono la coppia, i piccoli e alcuni subadulti della generazione precedente.
La scheda non indica il numero di piccoli per parto né la durata della vita in natura, e non li riportiamo. Un dato utile per chi ha una tana vicino a casa è che le tane vengono usate dagli stessi individui anche per decine di anni: non è un animale che si sposta spesso.
Comportamenti: quando esce l’istrice e come vive nella tana
L’istrice è un animale notturno: di giorno resta nella tana, con rari episodi di attività diurna all’inizio della primavera, quando le notti si accorciano. Evita le notti più luminose e, se c’è neve al suolo, può restare nella tana anche per tre o quattro notti di fila.
Le tane sono gallerie sotterranee, di solito in aree boscate e in pendenza, su terreni solidi e fitti di vegetazione. Se senti rumori notturni in giardino o nel sottotetto, non è detto che sia lui: gli animali che si muovono di notte vicino alle case sono diversi, come il ghiro o la faina, e solo un sopralluogo con le tracce permette di riconoscerli.
Abitudini alimentari: cosa mangia l’istrice e perché rosicchia le ossa
L’istrice è un mangiatore di vegetali: frutti e, soprattutto, organi di riserva sotterranei come bulbi e rizomi. Durante l’allattamento rosicchia molte ossa, probabilmente per integrare calcio e fosforo.
Vicino alle coltivazioni questa dieta si traduce in danni. Uno studio su due aree dell’Italia centrale ha trovato perdite basse nel complesso, ma con punte fino al 44% delle perdite agricole totali, soprattutto su girasole, cipolla, melone e anguria. Nei piccoli orti privati i danni possono essere più alti, in particolare alle parti sotterranee delle piante. L’istrice rosicchia anche la corteccia: lo studio ha rilevato scortecciamenti in meno del 6% degli alberi, soprattutto giovani ornielli, carpini neri e peri selvatici, senza che morissero.
Habitat: dove vive l’istrice in Italia e da dove viene
L’istrice vive in tutte le regioni italiane tranne Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta. Frequenta boschi, arbusteti, aree coltivate e zone periurbane e suburbane, quindi anche i margini dei paesi. Popolazioni sicuramente introdotte si trovano in provincia di Varese, in provincia di Savona e in Sardegna; sull’isola d’Elba, nonostante vari tentativi, non si è stabilito.
Non è detto che sia una specie autoctona: dati paleontologici, genetici e di comportamento fanno pensare a un animale portato dalla Tunisia dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente. La popolazione europea, concentrata in Italia, è considerata in crescita e a rischio minimo secondo la Lista Rossa IUCN; in Emilia-Romagna una stima del 2023 conta circa 18.000 esemplari.
Danni provocati: l’istrice è pericoloso? Orti, argini e cosa fare
Per le persone l’istrice non è considerato pericoloso: le schede consultate non segnalano rischi sanitari. Gli aculei però possono ferire, quindi non avvicinarti e non toccarlo; se ti ferisci, lava la ferita e fatti vedere dal medico.
I danni riguardano le cose. Nell’orto e nei campi mangia bulbi, cipolle, meloni e girasoli, come si è visto, e scava. Il problema più serio sono gli argini dei fiumi: nel gennaio 2014 il crollo di un argine del Secchia, in provincia di Modena, ha allagato aree agricole e centri abitati, e gli accertamenti hanno indicato tra le cause le tane di animali con abitudini fossorie nelle arginature. Per questo in quella zona è attivo un piano di controllo di istrice e tasso. Anche la nutria scava alla base degli argini, a livello della campagna.
Cosa fare: non cercare di scacciarlo, di chiuderlo nella tana o di ucciderlo, perché è una specie protetta. Se le tane sono sotto un edificio, un muro o un argine, rivolgiti al Comune o alla Provincia. Il servizio di Disinfesta non prevede interventi sull’istrice: il tecnico può fare un sopralluogo per riconoscere la specie dalle tracce, individuare gli accessi e indicare cosa proteggere; se invece i segni sono di topi o ratti, la derattizzazione è lecita.
Istrice in giardino e nell’orto: quali protezioni sono lecite
Se l’istrice visita il tuo orto, la strada lecita è proteggere le piante, non l’animale. Le fonti che abbiamo consultato descrivono una recinzione elettrificata con fili a 20, 50 e 125 centimetri da terra, usata contro cinghiale, cervidi e istrice; il secondo filo dal basso è collegato a terra, così funziona anche con il terreno secco. La recinzione richiede controlli e manutenzione, soprattutto per l’erba che non deve toccare i fili.
Prima di installarla verifica con il Comune o con l’ente del parco se serve un’autorizzazione e se esistono contributi per prevenire i danni da fauna. Per un orto piccolo, dove i danni concentrati sono più probabili, conviene farsi consigliare da un tecnico agrario: le schede non descrivono altre barriere collaudate sull’istrice e non vogliamo suggerirti materiali o misure non verificate.
Istrice, specie protetta: cosa non si può fare per legge
Sì: l’istrice è specie protetta. È nell’Allegato IV della Direttiva Habitat, che prevede una protezione rigorosa, e nell’Appendice II della Convenzione di Berna; in Italia la legge 157/1992 la considera non cacciabile. Per questo non puoi catturarla, ferirla, ucciderla né distruggerne la tana: il bracconaggio c’è, ma è illegale.
Un controllo numerico è possibile solo in casi motivati, per esempio la sicurezza degli argini, e spetta alle Regioni. L’articolo 19 della legge 157/1992 le autorizza a fare piani di cattura o abbattimento quando i metodi di controllo si rivelano inefficaci, sentito l’ISPRA; la legge dell’Emilia-Romagna aggiunge che si usano di norma metodi ecologici. Nel piano di Modena sono previste trappole a cassetta e la traslocazione degli animali catturati, con una femmina in allattamento liberata subito sul posto, e la chiusura delle tane solo dopo lo spostamento. Un privato non può fare niente di tutto questo da solo.
Domande
L’istrice è un roditore? Quanto pesa?
Quando esce l’istrice?
Cosa mangia l’istrice?
Gli istrici sono pericolosi per le persone?
L’istrice è protetto? Si può cacciare?
Cosa faccio se c’è un istrice nel mio giardino?
Dove vive l’istrice in Italia?
L’istrice è una specie autoctona?
Fonti
- E. Mori, «Hystrix cristata – Istrice», scheda in Le specie presenti in Italia, Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Piccoli Mammiferi. Vai alla fonte
- A. Laurenzi, N. Bodino e E. Mori, «Much ado about nothing: assessing the impact of a problematic rodent on agriculture and native trees», Mammal Research 2016 (riassunto). Vai alla fonte
- Regione Emilia-Romagna, «Piano di controllo triennale di istrice (Hystrix cristata) e tasso (Meles meles) nei tratti fluviali di Secchia e Panaro 2025-2027», Bollettino ufficiale della Regione. Vai alla fonte
- P. Di Luzio, «Metodi di prevenzione dei danni», capitolo 7 del documento tecnico del Parco regionale dei Colli Euganei, 2011. Vai alla fonte
Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un esperto di fauna.
| Regno | Animalia |
|---|---|
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Rodentia |
| Famiglia | Hystricidae |
| Genere | Hystrix |
| Specie | Hystrix cristata |