Gazza
Pica pica
La gazza (Pica pica) è un corvide bianco e nero di 44-46 cm, con coda lunga, comune e in aumento in tutta Italia. Danneggia frutteti e colture, ma è fauna tutelata: i privati non la eliminano, si agisce con protezioni passive.
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- 44-46 cmlunghezza, con la coda molto lunga
- 500 mila-1 milionecoppie stimate in Italia, in aumento
- Art. 18 e 19cacciabile; il controllo spetta alle Regioni
- 2 prove su 64contatti con oggetti lucenti: la ladra è un mito

Aspetto fisico: com’è fatta la gazza (Pica pica) e come si riconosce
La gazza (Pica pica), detta anche gazza ladra o gazza europea, è un corvide lungo 44-46 centimetri, con un’apertura alare di 52-60 centimetri e un peso che va da circa 130 a 275 grammi. Il corpo è corto e la coda è molto lunga.
Il piumaggio è nero con riflessi metallici, interrotto da zone bianche ben nette su petto e addome, sulle scapole e sulle penne primarie dell’ala. È questo contrasto in bianco e nero a distinguerla a colpo d’occhio dagli altri corvidi che vivono vicino a noi, come la cornacchia grigia, che ha il corpo grigio, e la taccola, molto più piccola e scura. Della ghiandaia, che si confonde più spesso con la gazza nelle ricerche, parliamo più sotto.
Ciclo vitale: dove fa il nido la gazza e come cresce la covata
La gazza costruisce in primavera un nido voluminoso a coppa, coperto da una cupola di rami, tra i rami di alberi e arbusti e, a volte, anche su tralicci. È una forma che si riconosce da lontano, soprattutto d’inverno sugli alberi spogli.
Il nido viene spesso riutilizzato negli anni successivi, ma può essere occupato anche da rapaci diurni e notturni o usato come base dalla passera d’Italia. Per ogni nido l’involo dei giovani è in media di 1,3-4,1 individui, un valore che dipende molto dall’annata e dal luogo. Una cupola fitta di rami in cima a un albero è quasi sempre un nido di gazza, ma non è detto che sia occupato: si è in periodo di nidificazione dalla costruzione, in primavera, fino all’involo dei piccoli.
Comportamenti: la gazza ladra ruba davvero gli oggetti lucenti?
No: l’idea della gazza che ruba gioielli è un mito. Uno studio dell’Università di Exeter, pubblicato nel 2014 su Animal Cognition, ha offerto a gazze selvatiche e in cattività oggetti lucenti come anelli e viti metalliche: in 64 prove sul campo le gazze li hanno toccati solo due volte, scartandoli subito. Le gazze hanno mostrato soprattutto neofobia, cioè diffidenza verso qualsiasi oggetto nuovo.
La gazza è un uccello opportunista e territoriale. Durante la riproduzione le coppie difendono con decisione la zona intorno al nido: il piano regionale dell’Emilia-Romagna descrive un’aggressività marcata tra le coppie nidificanti. Non risultano invece fonti affidabili su aggressioni di gazze europee contro le persone: i casi di cui si legge in cronaca riguardano di solito la cornacchia o la «gazza australiana», una specie diversa.
Abitudini alimentari: cosa mangia la gazza e perché rovista nei rifiuti
La gazza è onnivora e adatta la dieta alla stagione. Durante la riproduzione mangia soprattutto piccoli invertebrati, insieme a uova e pulcini di altri uccelli e a piccoli mammiferi; nel resto dell’anno prevalgono semi, frutta e bacche, oltre a carogne e rifiuti.
Per questo la vedi frugare tra i sacchi dei rifiuti lasciati fuori, tra gli avanzi di un pollaio o sotto una mangiatoia: è cibo facile, e dove ce n’è tornano ogni giorno. La sua fama di predatrice di nidiate è diffusa, ma la LIPU ricorda che in vari casi europei i fallimenti dei nidi sono attribuiti soprattutto alla cornacchia grigia, e che i controlli numerici sono spesso decisi senza studi che accertino davvero il ruolo della gazza.
Habitat: dove vive la gazza in Italia e quante ce ne sono
In Italia la gazza è comune e in aumento: la LIPU stima da 500.000 a 1.000.000 di coppie e uno stato di conservazione favorevole; nella Lista Rossa italiana è a minor preoccupazione. In Emilia-Romagna, per esempio, il piano regionale la descrive come presente quasi ovunque, in forte espansione verso le aree di pianura.
Vive dove trova alberi o arbusti per il nido e cibo a portata di becco: campagne coltivate con siepi e filari, frutteti, parchi e aree vicine alle case. La stessa abbondanza che la rende un uccello di successo la porta a frequentare balconi, giardini e pollai.
Danni provocati: colture, pollai e cosa puoi fare per allontanare le gazze
I danni delle gazze sono soprattutto agricoli: i corvidi sono responsabili di perdite su frutteti e vigneti, oltre che su girasole, mais e ortaggi. In Emilia-Romagna i tecnici regionali accertano ogni anno questi danni, e quasi sempre non riescono ad attribuirli a una sola specie tra gazza, cornacchia e ghiandaia. In casa gli inconvenienti sono più piccoli: sacchi dei rifiuti aperti, sporcizia sui balconi, mangime del pollaio e uova portate via.
Una gazza non si può eliminare in autonomia. Fuori dalla caccia, tutta la fauna selvatica è tutelata dalla L. 157/1992 e distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova è vietato (art. 21, comma 1, lettera o). La gazza è inserita tra le specie cacciabili (art. 18), dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio secondo il calendario venatorio della Regione, mentre il controllo numerico per limitare i danni è un piano delle Regioni (art. 19), attuato da personale autorizzato. Per un privato non esistono scorciatoie: trappole, veleni o abbattimenti fai da te sono illeciti e possono colpire anche specie protette.
Che cosa funziona, allora? Le misure passive: reti di protezione sulle colture di pregio e sui pollai, rifiuti in contenitori chiusi, mangime e acqua non lasciati a disposizione, nidi lasciati in pace durante la covata. Altri sistemi usati in campagna, come nastri olografici, specchietti, sagome di falco, richiami acustici e ultrasuoni, danno risultati limitati: il piano regionale emiliano-romagnolo parla di scarsa efficacia e di assuefazione, quindi di un effetto che dura poco. Per i danni a frutteti e coltivazioni rivolgiti all’ufficio agricoltura della tua Regione o all’ambito territoriale di caccia; per un nido sul tuo albero o sul tuo edificio non toccarlo e chiedi prima un parere al Comune.
Sul rischio sanitario, vale la regola di tutti gli uccelli selvatici: lavati le mani dopo aver toccato guano o rifiuti sparsi. Le Regioni sorvegliano i corvidi per virus come West Nile e Usutu, ma questo è un monitoraggio sanitario, non un segnale di pericolo per chi vive vicino a una gazza. Per balconi, tetti e cornicioni dove le gazze si posano o rovistano, Disinfesta fa un sopralluogo, individua cosa le attira, valuta dissuasori passivi che non fanno male agli uccelli e sanifica le superfici sporche. Non rimuove nidi con uova o piccoli e non cattura né abbatte le gazze; per le regole generali sugli uccelli leggi anche la guida su come allontanare i volatili senza ucciderli e la pagina sul servizio di allontanamento dei volatili.
Gazza e ghiandaia: quali sono le differenze?
La ghiandaia (Garrulus glandarius) è un altro corvide, ma più piccolo e con il piumaggio rosato, non in bianco e nero, e con una vistosa macchia azzurra sull’ala; la gazza è solo bianca e nera, con riflessi metallici. Come la gazza, la ghiandaia è comune e in espansione: in Italia sono stimate da 300.000 a 600.000 coppie, e anch’essa è inclusa tra le specie cacciabili e nei piani di controllo regionali.
C’è però una differenza di comportamento che conta per chi ha un frutteto: la ghiandaia non difende in modo attivo il territorio riproduttivo, perciò le trappole che sfruttano la territorialità funzionano con la gazza e con la cornacchia, ma non con lei. Per il resto valgono le stesse regole: niente interventi sull’animale da parte di privati e protezioni passive su colture e superfici.
Domande
La gazza ladra ruba davvero le cose lucenti?
Come allontanare le gazze ladre dal giardino, dal balcone o dal pollaio?
È legale uccidere una gazza?
La gazza è pericolosa o aggressiva?
Quanto è grande una gazza e quante ce ne sono in Italia?
I dissuasori per gazze funzionano?
Che differenza c’è tra gazza e ghiandaia?
Fonti
- LIPU, «Gazza (Pica pica)», scheda della specie. Vai alla fonte
- Regione Emilia-Romagna, «Piano quinquennale di controllo dei corvidi (Corvus corone cornix, Pica pica e Garrulus glandarius) 2023-2027», Bollettino Ufficiale 2023. Vai alla fonte
- Legge 11 febbraio 1992, n. 157, «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio», artt. 18 e 21, Normattiva. Vai alla fonte
- Università di Exeter, comunicato stampa sullo studio di T. Shephard e N. Hempel de Ibarra su gazze e oggetti lucenti, pubblicato su Animal Cognition, agosto 2014. Vai alla fonte
Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un veterinario.
| Regno | Animalia |
|---|---|
| Phylum | Chordata |
| Classe | Aves |
| Ordine | Passeriformes |
| Famiglia | Corvidae |
| Genere | Pica |
| Specie | Pica pica |