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Taccola

Coloeus monedula

La taccola (Coloeus monedula) è un piccolo corvide nero di 33-39 cm, con nuca grigio argento e occhio chiaro, che nidifica in colonia nelle cavità degli edifici e nei camini. Non è cacciabile e si allontana solo con metodi non lesivi.

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  • 33-39 cmlunghezza, 67-74 cm di apertura alare
  • 4-5 uovadi solito (da 2 a 9), covate 17-18 giorni
  • 50-100 milacoppie stimate in Italia, in aumento
  • Non cacciabileesclusa dall'elenco dell'art. 18 dal 1997
Taccola (Corvus monedula) in un prato
Foto: Lewis Hulbert, CC BY 3.0, Wikimedia Commons

Aspetto fisico: com’è fatta la taccola (Coloeus monedula) e come si riconosce dalla cornacchia

La taccola (Coloeus monedula, un tempo Corvus monedula) è un corvide di piccola taglia che vive sui tetti delle città italiane: misura 33-39 centimetri, ha un’apertura alare di 67-74 centimetri e pesa circa 180-260 grammi. Il piumaggio è nero con riflessi bluastri, ma guance, nuca e collo sono grigio argento e il petto e il ventre grigio ardesia. Becco e zampe sono nerastri e l’occhio è chiaro, celeste o argenteo, un tratto che la distingue dagli altri corvidi del genere Corvus.

Il richiamo è un «ciac, ciac» metallico, nasale e acuto, e quando c’è pericolo la taccola emette anche gracchi aspri. Si riconosce quindi per la taglia, per la nuca grigia e per il verso, e non va confusa con la cornacchia, che è molto più grande: la tabella nella sezione «Taccola, cornacchia, gazza e storno» mette a confronto le quattro specie.

Ciclo vitale: quante uova fa la taccola e quanto resta nel nido

La taccola depone da 2 a 9 uova, di solito 4 o 5, azzurrine con macchie bruno-grigiastre. A covarle per 17-18 giorni è solo la femmina; i piccoli lasciano il nido dopo 28-35 giorni dalla schiusa e restano con i genitori per almeno un mese.

Il nido è una coppa voluminosa costruita da entrambi i partner con rametti, carta, ciuffi d’erba, radici, piume e lana, e di solito viene riutilizzato per più anni. Le coppie sono monogame e restano unite tutta la vita. Il successo riproduttivo è poco documentato: l’unico dato disponibile, in provincia di Pisa, è di 1,14 giovani per coppia.

Comportamenti: perché le taccole nidificano nei camini e nelle cavità degli edifici

La taccola nidifica in cavità spaziose con l’ingresso stretto: nelle rupi, nei buchi dei muri e in qualunque struttura costruita che le somigli. In città scelgono torri, campanili, palazzi, castelli, ponti e viadotti e, spesso, i comignoli e le canne fumarie, dove costruiscono il nido in colonia. Per i nidi competono con il piccione domestico.

È una specie molto gregaria: forma colonie anche di centinaia di individui, a volte miste ad altri corvidi, con una gerarchia all’interno dello stormo. La sua diffusione nelle città italiane è iniziata negli anni Cinquanta e ha avuto la fase più intensa negli anni Settanta e Ottanta, con una preferenza per i centri storici. Le condizioni che l’hanno favorita sono l’alta densità di piccioni, la poca pressione dei predatori e la disponibilità di siti dove nidificare.

Abitudini alimentari: cosa mangia la taccola

La taccola è onnivora e opportunista, ma per gran parte dell’anno mangia soprattutto vegetali, che possono arrivare fino all’84% della dieta: germogli, semi, granaglie, bacche e frutta, con una prevalenza in inverno. In primavera e in estate aggiunge insetti, larve, lumache e altri invertebrati, che servono anche a nutrire i piccoli.

In città può predare le uova e i pulcini di piccione e utilizza anche i rifiuti che trova. Chi si chiede cosa mangia una taccola trova quindi una risposta semplice: quello che c’è, con una netta prevalenza di vegetali.

Habitat: dove vivono le taccole in Italia

Le taccole vivono in ambienti urbani e sulle rupi, sono presenti in modo disomogeneo in tutta Italia e mancano o sono scarse sulla gran parte delle Alpi (tranne i fondovalle) e nella Pianura Padana centro-orientale. Nidificano soprattutto dal livello del mare fino a 700-800 metri, e in parte sono migratrici.

La popolazione italiana è stimata in 50.000-100.000 coppie, in aumento negli ultimi decenni, con uno stato di conservazione favorevole (nella Lista Rossa italiana è a minor preoccupazione). Tra le minacce segnalate ci sono il disturbo, la chiusura dei siti di nidificazione e le ristrutturazioni edilizie. A Roma la disponibilità di cavità è un fattore critico per il numero di coppie.

Danni provocati: guano, camini ostruiti e cosa si può fare senza far male alle taccole

I problemi legati alle taccole sono soprattutto il guano sui cornicioni, il rumore delle colonie e i nidi nei camini e nelle canne fumarie. Il danno alle colture è considerato molto limitato. Un nido nel comignolo può ostruire il tiraggio: se il camino non tira o senti rumori nella canna, non accendere stufe o caldaie collegate prima di una verifica.

Quanto alla salute, gli uccelli che si spostano ogni giorno dalla città alla campagna, come le taccole, vengono in contatto con altri animali e con i loro agenti di infezione: i veterinari dell’IZS osservano che il loro ruolo in questo passaggio non è noto. Il guano secco e polverizzato può dare problemi respiratori, per cui non spazzarlo a secco e fai pulire i grandi accumuli a un professionista.

Per la legge, la taccola non è cacciabile: il DPCM 21 marzo 1997 l’ha tolta dall’elenco delle specie cacciabili dell’art. 18 della L. 157/1992. Resta fauna selvatica tutelata, quindi catturarla, ucciderla, prendere o distruggere deliberatamente nidi e uova è vietato (art. 21). Il controllo numerico è una decisione delle Regioni, sentito l’ISPRA, quando i metodi di dissuasione non bastano (art. 19). Il veleno, il vischio, le trappole e le reti da cattura sono vietati a chiunque (art. 21).

Se ti chiedi come allontanare le taccole da un camino o da un sottotetto, la risposta è l’esclusione, cioè impedendo l’accesso con una griglia o una protezione, ma solo quando non ci sono uova né piccoli: un nido occupato non si tocca. Il tecnico di Disinfesta fa un sopralluogo, individua l’accesso e i punti di posa, propone sistemi di dissuasione che non fanno male agli uccelli, di solito fuori dal periodo di nidificazione, e sanifica guano e superfici sporche. Non toglie nidi con uova o piccoli e non promette che le taccole non tornino. Per i metodi leggi la guida sull’allontanamento dei volatili e i 5 consigli utili per allontanare i volatili senza ucciderli.

Taccola, cornacchia grigia, gazza e storno: come distinguerli

Nelle città italiane la taccola è spesso scambiata per una cornacchia o per un altro uccello nero, ma la taccola non è la cornacchia e la differenza tra taccola e cornacchia si vede già a distanza.

SpecieTagliaCome si riconosceDove nidificaCaccia (L. 157/1992)
Taccola33-39 cmnera con nuca e guance grigio argento, occhio chiarocavità di edifici e camini, in colonianon cacciabile
Cornacchia grigia45-48 cmcorpo grigio, testa, ali e coda neretra i rami degli alberi, anche su tralicci, in coppie sparsecacciabile (art. 18)
Gazzamedia, con coda molto lunganera e biancatra i rami di alberi e arbusticacciabile (art. 18)
Storno19-22 cmnero con riflessi e macchie chiare, becco sottilecavità e fori negli edificinon cacciabile

La differenza pratica è che la taccola nidifica nei buchi e sceglie camini e sottotetti, mentre la cornacchia fa il nido sugli alberi e lo storno nei fori dei muri e fra le tegole. Se invece cerchi il confronto con i piccioni, leggi la scheda sul piccione selvatico.

Domande

Cos’è la taccola?
È un piccolo corvide nero di 33-39 cm, con nuca e guance grigio argento e occhio chiaro. Vive nelle città e sulle rupi e nidifica in colonia in cavità.
La taccola è uguale alla cornacchia?
No. La taccola è molto più piccola, ha la nuca grigia e l’occhio chiaro, e nidifica nelle cavità; la cornacchia grigia misura 45-48 cm e fa il nido sugli alberi.
Cosa mangia una taccola?
Soprattutto vegetali, come germogli, semi, granaglie, bacche e frutta; in primavera-estate anche insetti e altri invertebrati. In città può predare uova e pulcini di piccione.
La taccola è protetta? Si può cacciare?
Non è cacciabile: il DPCM 21 marzo 1997 l’ha esclusa dall’elenco dell’art. 18 della L. 157/1992. Catturarla o distruggere nidi e uova è vietato, e il controllo è deciso dalle Regioni.
Perché le taccole fanno il nido nel camino?
Perché cercano cavità spaziose con un ingresso stretto, e un comignolo o una canna fumaria lo sono. Un nido nel camino può ostruire il tiraggio, quindi fai verificare prima di accendere.
Come allontanare le taccole dal tetto o dal camino?
Con l’esclusione degli accessi e la dissuasione, senza fare del male e fuori dal periodo di nidificazione: un nido con uova o piccoli non si tocca. Veleno, vischio e trappole sono vietati.
Le taccole sono pericolose per la salute?
Non risultano dati su un rischio concreto per chi vive vicino a una colonia. Evita di toccare o spazzare a secco il guano e chiama un professionista per i grandi accumuli.

Fonti

  • LIPU, «Taccola (Coloeus monedula)», scheda della specie. Vai alla fonte
  • «Coloeus monedula», Wikipedia (italiano). Vai alla fonte
  • «Legge 11 febbraio 1992, n. 157, artt. 18, 19 e 21, con l’aggiornamento (1b) al DPCM 21 marzo 1997», Normattiva. Vai alla fonte
  • Albonetti P.P., Milia L., Trentini R., De Massis F., «Le popolazioni di storni in ambito urbano: problematiche e metodi di controllo», Veterinaria Italiana, Collana di monografie 29, 2021. Vai alla fonte

Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un veterinario.

Taccola
Taccola: foto dell'infestante
Coloeus monedula
Classificazione scientifica
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
OrdinePasseriformes
FamigliaCorvidae
GenereColoeus
SpecieColoeus monedula
Nomenclatura binomialeColoeus monedula
La fonte
Classificazione dal registro GBIFrango: species