Gechi
Tarentola mauritanica
I gechi che vedi sui muri e sotto le luci sono il geco comune (Tarentola mauritanica) e il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus): rettili di 10-12 cm, non velenosi, che mangiano insetti. Non sono infestanti e in alcune regioni sono protetti.
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- 10-12 cmlunghezza totale di entrambe le specie
- Insettifalene e altri insetti notturni vicino alle luci
- 1-2 uovaper deposizione nel geco verrucoso
- Notturnoil verrucoso; il geco comune è attivo anche di giorno

Aspetto fisico: com’è fatto un geco e come distinguere il geco comune dal geco verrucoso
In Italia i gechi che vedi sui muri e sotto le luci sono due: il geco comune (Tarentola mauritanica) e il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus, detto anche emidattilo verrucoso). Sono piccoli rettili di 10-12 centimetri di lunghezza totale, il geco comune a volte fino a 14, con il dorso coperto di piccoli rilievi, i tubercoli.
| Carattere | Geco comune | Geco verrucoso |
|---|---|---|
| Lunghezza totale | circa 10-12 cm, in alcuni casi 14 | non oltre 10-12 cm |
| Corpo | tozzo, con testa massiccia e tubercoli ben visibili sul dorso | più piccolo e slanciato, con tubercoli e macchie brunastre sul dorso |
| Colore | da grigio cenerino a marrone-beige, più scuro di giorno e più chiaro di notte | chiaro, spesso rosato di notte; coda a bande chiare e scure, più marcate nei giovani |
| Attività | attivo tutto l’anno, anche di giorno | notturno |
| Dove vive in Italia | coste della penisola e delle isole, con popolazioni isolate più a nord | coste di tutta la penisola e delle isole |
Hanno in comune i cuscinetti adesivi sotto le dita, fatti di lamelle: sono la ragione per cui un geco cammina su un muro liscio o sotto un soffitto. La coda può staccarsi se l’animale viene afferrato; ricresce, ma nel geco comune quella nuova è più liscia e senza tubercoli. Per riconoscere la specie conta soprattutto la taglia e il corpo: il geco comune è robusto e «ruvido», il verrucoso è più minuto.
Ciclo vitale: uova, stagioni di attività e riproduzione dei gechi
I gechi italiani depongono uova. Il geco verrucoso è attivo da febbraio a ottobre-novembre, si accoppia tra aprile e luglio e in questo periodo i maschi diventano territoriali e producono vocalizzazioni, i versi simili a un cinguettio che a volte senti di notte sui muri. La femmina depone una o due uova con guscio calcareo, due o tre volte nella stagione, e le uova schiudono dopo 40-90 giorni.
Il geco comune è invece attivo tutto l’anno, anche se nelle giornate fredde si vede poco. Secondo le fonti consultate depone in genere due uova, fino a due volte l’anno, e i piccoli, lunghi meno di 5 centimetri, nascono dopo circa quattro mesi. Quanto vivono nelle nostre case non risulta da una fonte affidabile, quindi non diamo un numero.
Comportamenti: il geco è velenoso? Morde? Perché fa rumore di notte
Il geco non è velenoso e non attacca le persone: davanti a una minaccia scappa, alza la coda, può staccarla e, se lo afferri, soffia. Il geco morde solo se viene afferrato, e un animale così piccolo non ha un morso che conti; prenderlo in mano però lo stressa e non serve a niente. Se capita un graffio o un piccolo morso, lava con acqua e sapone.
Il geco verrucoso è notturno, agile e veloce, un ottimo arrampicatore. Il geco comune è meno schivo degli altri gechi, si osserva facilmente sugli edifici e in primavera ed estate difende il proprio territorio dai suoi simili. Il piccolo verso che senti dopo il tramonto viene dal geco verrucoso.
Abitudini alimentari: cosa mangia il geco e se è utile contro zanzare, ragni e blatte
Il geco è insettivoro: si nutre di falene e di altri insetti notturni, che aspetta immobile vicino alle luci artificiali, su muri e solai. Il geco verrucoso mangia anche piccoli aracnidi e blatte, quindi la risposta a «i gechi mangiano le blatte?» è sì, ma solo quelle che incontra.
Questo lo rende utile, ma in misura limitata. Un geco può prendere qualche zanzara, mosca o ragno che gli passa vicino, ma non sostituisce una difesa vera: se in casa hai molte blatte, un’infestazione di scarafaggi o troppe zanzare tigre, il geco non basta e la causa va cercata e rimossa.
Habitat: dove vivono i gechi in Italia e perché stanno vicino alle case
I gechi italiani vivono sulle coste e nelle zone calde, soprattutto in pianura, e li trovi più spesso vicino alle persone. Il geco verrucoso è legato in modo quasi esclusivo agli insediamenti urbani e suburbani; fuori dalle città vive in ambienti costieri e rocciosi. Il geco comune sta in città di pianura, campagne con case e ruderi, muri a secco, rocce con anfratti e alberi ricchi di cavità.
Più a nord, in Pianura Padana e nell’area prealpina e adriatica a nord del Conero, esistono popolazioni isolate che derivano da introduzioni accidentali. Il motivo per cui li vedi sui muri è semplice: di notte le luci esterne attirano le falene, e i gechi arrivano dove c’è cibo e un posto caldo in cui nascondersi, tra fessure, persiane e muri.
Danni provocati: i gechi sono pericolosi? Escrementi, igiene e quando chiamare un professionista
Il geco non è un infestante: non rovina oggetti, cibo, impianti o piante e non è un pericolo per le persone. Il problema vero è l’igiene: gli escrementi lasciati su davanzali, ripiani e pareti vanno rimossi, perché i rettili, anche sani, possono portare la salmonella nell’intestino, e per il CDC non serve toccare l’animale per ammalarsi. Bambini sotto i 5 anni, over 65, donne in gravidanza e persone con difese ridotte sono i più a rischio. Basta pulire e lavarsi le mani.
Chi cerca «disinfestazione gechi» spesso pensa a un trattamento che li elimina, ma questa soluzione non esiste e non è ammessa: Disinfesta non cattura e non uccide gechi, e in alcune regioni sono specie protette. Un tecnico può invece fare un sopralluogo, individuare che cosa attira l’animale (insetti notturni, luci, fessure), indicare quali accessi chiudere e quali misure di dissuasione senza danno adottare, intervenire sugli insetti che fanno da cibo e, dove ci sono escrementi, valutare una sanificazione dei locali. Se il geco è ferito o non riesce a uscire, rivolgiti all’ASL veterinaria, al Comune o a un centro di recupero della fauna selvatica: chi risponde cambia da zona a zona.
Geco in casa: perché entra, cosa fare e perché a volte cade dal soffitto
Un geco in casa è quasi sempre un animale entrato per caso, attirato dagli insetti vicino a una luce o in cerca di un rifugio caldo. I gechi in casa non sono un segno di sporcizia, ma di aperture, luci accese di notte e insetti.
Se ne trovi uno, non inseguirlo e non afferrarlo: perderebbe la coda e si stresserebbe. Spegni la luce vicino a lui, apri una finestra o la porta verso l’esterno e lascialo uscire da solo, di solito la sera. Se è dietro un mobile, aspetta e riprova più tardi.
Sul geco che cade dal soffitto non ci sono dati precisi nelle fonti consultate: di norma è un esemplare spaventato che perde la presa. Non è un segno di malattia contagiosa; evita di raccoglierlo a mani nude. Gli escrementi sono piccoli e scuri: raccoglili con guanti e carta umida, lava la superficie con detergente e poi disinfetta, senza scopare a secco, e lavati le mani.
Per tenerli fuori senza far loro del male:
- spegni o scherma le luci esterne vicino a porte e finestre quando non servono, perché attirano gli insetti di cui si nutrono;
- metti le zanzariere e chiudi le fessure degli infissi e dei passaggi dei cavi, dopo aver controllato che dentro non ci sia un animale;
- non sigillare mai un rifugio occupato.
Differenza tra geco e lucertola, e perché non è un drago barbuto
La differenza tra geco e lucertola si vede in tre cose. Il geco ha la pelle ruvida per i tubercoli, i cuscinetti adesivi sotto le dita e la pupilla verticale; la lucertola dei muri, la muraiola, ha la pelle a scaglie senza tubercoli, le dita senza cuscinetti e la pupilla tonda. Inoltre la lucertola prende il sole di giorno, mentre il geco verrucoso si vede soprattutto di notte.
Il drago barbuto e gli altri rettili venduti come animali da compagnia non vanno confusi con i gechi nostrani: sono esotici, di taglia spesso molto maggiore (il drago barbuto è lungo intorno ai 55 centimetri) e con colori accesi. Se trovi un animale così in giardino, di solito è fuggito o abbandonato. Se hai visto un rettile senza zampe, la scheda sui serpenti ti aiuta a distinguerlo da una vipera; il geco non ha niente a che fare con i serpenti.
I gechi sono protetti? Cosa non puoi fare per legge
La tutela dei gechi dipende dalla regione. Nel Lazio il geco comune e il geco verrucoso sono tra le specie protette dalla legge regionale 5 aprile 1988, n. 18, sulla fauna minore, che vieta qualsiasi forma di cattura, detenzione e uccisione, il deterioramento dei siti di riproduzione e di riposo e il disturbo dell’animale. Altre regioni hanno leggi diverse: non esiste una regola unica in tutta Italia.
Il consiglio è uno solo: non uccidere, non catturare e non tenere in casa un geco. Nel dubbio sulle regole della tua zona, chiedi al Comune o all’ente che si occupa di fauna selvatica.
Domande
Il geco è velenoso? Il geco morde?
Perché c’è un geco in casa?
Cosa faccio se trovo un geco in casa?
Perché un geco cade dal soffitto?
Il geco è utile? Mangia zanzare, ragni e blatte?
Qual è la differenza tra geco e lucertola?
Cos’è il geco verrucoso?
Posso catturare o uccidere un geco?
Fonti
- Regione Emilia-Romagna, Servizio Parchi e Risorse forestali, «Geco comune (Tarentola mauritanica)», scheda dalle Fauna minore – rettili e anfibi, testi di G. Tedaldi dall’Atlante degli anfibi e rettili d’Italia (Societas Herpetologica Italica, 2006). Vai alla fonte
- Regione Emilia-Romagna, Servizio Parchi e Risorse forestali, «Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus)», scheda dalle Fauna minore – rettili e anfibi. Vai alla fonte
- Regione Lazio, legge regionale 5 aprile 1988, n. 18, «Tutela di alcune specie della fauna minore», B.U.R. n. 11 del 20 aprile 1988. Vai alla fonte
- Centers for Disease Control and Prevention, «Reptiles and Amphibians» (Healthy Pets). Vai alla fonte
Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un veterinario.
| Regno | Animalia |
|---|---|
| Phylum | Chordata |
| Classe | Squamata |
| Famiglia | Phyllodactylidae |
| Genere | Tarentola |
| Specie | Tarentola mauritanica |