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Nutria

Myocastor coypus

La nutria (Myocastor coypus) è un grosso roditore semiacquatico sudamericano, specie esotica invasiva dell'elenco UE. Scava tane negli argini e mangia le colture; il controllo spetta a Regioni e Province, non al privato.

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  • 4-8 kgpeso secondo la scheda dell'Associazione Teriologica
  • Fino a 1 mlunghezza totale, coda compresa
  • 2-3 cucciolatel'anno, di circa 5 piccoli, in tutti i mesi
  • Elenco UEspecie esotica invasiva di rilevanza unionale
Nutria (Myocastor coypus) su un tronco in riva all'acqua
Foto: Basile Morin, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Aspetto fisico: com’è fatta la nutria e come si distingue da ratto, ondatra e castoro

La nutria (Myocastor coypus) è un grosso roditore semiacquatico, di corporatura tozza e con zampe corte, lungo fino a circa un metro coda compresa. La scheda dell’Associazione Teriologica Italiana indica 4-8 chilogrammi di peso, 472-575 millimetri di testa e corpo e una coda di 340-405 millimetri; altre schede danno pesi più bassi, da 2-5 chilogrammi, e un massimo di 9. Il peso varia quindi da fonte a fonte e dall’esemplare.

La pelliccia è bruno-rossastra e giallo-marrone, a volte con estremità più chiare, e si vedono anche esemplari chiari o albini. Il muso è di solito bianco dal naso al mento, i baffi bianchi sono lunghi 7-12 centimetri e gli incisivi giallo-arancio brillante si vedono anche con la bocca chiusa. Occhi e narici stanno in alto sulla testa, le orecchie sono piccole. La coda è lunga, cilindrica, con pelo rado e la punta appuntita; le zampe posteriori sono più lunghe delle anteriori e parzialmente palmate, quelle anteriori hanno quattro dita artigliate e non palmate.

La differenza tra nutria e ratto si vede a prima occhiata, con una riserva: il ratto è molto più piccolo, ha la coda lunga e nuda e il piede non palmato, ma i giovani di nutria possono avere la taglia di un ratto adulto. Per il confronto con le altre specie che vivono vicino all’acqua usa la tabella, costruita sulla guida identificativa dell’ISPRA.

CarattereNutriaRattoOndatra (topo muschiato)Castoro
Tagliamedia; adulta 2-3 volte l’ondatrapiù piccola della nutriapiccolacirca 2 volte la nutria
Codalunga, rotonda, poco pelosalunga e nudasottile, appiattita sui latilarga e piatta
Piede posterioreparzialmente palmatonon palmatonon palmato, con frangia di pelicompletamente palmato
Denti e baffiincisivi arancioni ben visibili, baffi bianchi lunghiincisivi giallo-marrone, baffi bianchi e neribaffi scuri e sottili, denti non visibiliincisivi grandi arancioni, baffi scuri e sottili

Nutria e castoro si distinguono soprattutto dalla coda e dal piede posteriore. Anche l’arvicola acquatica può essere scambiata per un piccolo roditore da canale, ma è molto più piccola: 12-22 centimetri di corpo e 100-300 grammi. Se cerchi un’arvicola dei campi leggi la scheda su Microtus arvalis; per i ratti, quelle sul ratto norvegese e su Rattus rattus.

Ciclo vitale: quanti piccoli fa la nutria e perché aumenta così in fretta

La nutria ha un potenziale riproduttivo molto alto e può riprodursi in tutti i mesi dell’anno. Secondo l’ISPRA fa fino a due o tre cucciolate l’anno, di circa cinque piccoli ciascuna, con frequenza e numero che cambiano con le condizioni dell’ambiente.

In Emilia-Romagna le nascite sono distribuite lungo tutto l’anno, con picchi tra maggio e novembre. Il clima caldo e umido e il cibo abbondante favoriscono la crescita delle popolazioni; il freno principale sono gli inverni freddi, con temperature sotto lo zero per periodi lunghi.

Comportamenti: dove scava le tane e quando la vedi

La nutria è gregaria e sedentaria, perlopiù attiva di notte e al crepuscolo, ma può farsi vedere anche di giorno, soprattutto in inverno e dove non ha predatori. Nell’areale d’origine vive in gruppi di una decina di individui.

Il tratto che conta di più per chi vive vicino a un corso d’acqua è che scava. Le tane di nutria sono gallerie lunghe anche diversi metri, aperte nelle rive e negli argini e a volte condivise da più nuclei familiari; l’ingresso è di norma vicino al livello dell’acqua.

Abitudini alimentari: cosa mangia la nutria

La nutria è un erbivoro generalista: mangia radici, tuberi, steli e foglie di piante acquatiche e terrestri, e solo di rado molluschi bivalvi. Sceglie le parti più ricche, scavando o cercando in acqua radici e tuberi, e spesso lascia intatta la maggior parte della pianta.

Un adulto può consumare da 1,2 a 2,5 chilogrammi di cibo fresco al giorno. Se sulle rive la vegetazione naturale è scarsa o manca, si allontana dall’acqua e arriva alle coltivazioni, dove le piante coltivate, più ricche e concentrate, sono più appetibili di quelle spontanee. Barbabietola da zucchero, riso e diversi ortaggi subiscono asporti anche consistenti.

Habitat: dove vive la nutria in Italia e da dove viene

La nutria vive in quasi tutte le regioni italiane, vicino ad acque ferme o lente: paludi, stagni, laghi, canali di scolo, tratti di pianura dei fiumi, bacini artificiali e risaie. È legata alla pianura, ma in casi particolari arriva a 1.000 metri di quota. Le due aree dove è presente in modo quasi continuo sono la Valle del Po con la costa adriatica fino all’Abruzzo, e la costa tirrenica dalla Liguria e dalla Toscana fino alla Campania; altrove ci sono nuclei locali, e in Sicilia sembra scomparsa.

È una specie originaria del Sud America (Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Argentina e Cile). In Italia le prime importazioni per l’allevamento da pelliccia risalgono al 1928; si è affermata con le fughe dagli allevamenti e con i rilasci intenzionali, e poi si è diffusa da sola lungo i fiumi.

Danni provocati: argini, colture, salute e cosa fare se hai nutrie vicino casa

La nutria danneggia soprattutto argini e canali: le gallerie possono compromettere la tenuta delle sponde e, in caso di piena, aumentare il rischio idraulico. Il problema è maggiore dove negli stessi argini ci sono già tane di altri animali scavatori, come tasso, istrice o volpe; lo scavo può anche far franare le sponde e restringere la sezione dei canali. Danneggia poi le coltivazioni, come descritto sopra, e la vegetazione delle zone umide: sui laghi può affondare i nidi galleggianti degli uccelli acquatici e far sparire canneti e ninfee.

Per la salute la posizione dell’ISPRA è prudente: la nutria può essere un potenziale vettore di parassiti e di altri agenti patogeni pericolosi anche per l’uomo. Le schede citano la fasciola epatica e le leptospire; il suo ruolo come portatrice è ancora discusso. Non toccare l’animale né le carcasse, lavati con acqua e sapone dopo qualsiasi contatto con acque di canale o con animali selvatici, e se in seguito hai febbre o malessere dillo al medico, indicando il contatto.

Cosa fare in pratica: segnala la presenza alla Polizia provinciale o al Comune, che gestiscono il controllo, e non intervenire da solo. Il tecnico di Disinfesta non sostituisce i piani pubblici: può fare un sopralluogo per capire se tane, rosicchiature e escrementi sono di nutria o di ratti e arvicole e, se sono ratti, la derattizzazione è lecita. Dove un piano regionale lo prevede, le imprese di disinfestazione possono essere incaricate del controllo, con personale qualificato e nel rispetto dei metodi del piano.

Nutria, specie invasiva: cosa può e non può fare un privato

La nutria è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale: l’ha inserita nell’elenco europeo il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141, in applicazione del regolamento (UE) 1143/2014. In Italia vale il decreto legislativo 230/2017 e un piano nazionale di gestione del 2021, che le Regioni e le Province applicano con propri piani di controllo.

La nutria non è fauna selvatica tutelata dalla legge 157/1992, che dal 2014 la esclude dalla tutela: per lei la gestione mira all’eradicazione o comunque al controllo, ed è regolata dall’articolo 19. Questo non vuol dire che ognuno possa agire a modo suo. Il controllo spetta a Regioni e Province, che lo fanno attuare da operatori autorizzati sotto il coordinamento della polizia provinciale; nelle aree urbane tocca ai Comuni.

Un proprietario o conduttore di fondi può essere coinvolto solo con un’autorizzazione e dopo un corso di formazione: in Emilia-Romagna un’azienda agricola può chiedere alla polizia provinciale di autorizzare al massimo due coadiutori di fiducia, e chi usa armi da fuoco deve avere la licenza di caccia. I metodi ammessi sono le gabbie-trappola, fornite o registrate dall’ente e controllate almeno una volta al giorno, e l’abbattimento con arma da fuoco; veleni e rodenticidi sono vietati nel controllo della nutria. Una nutria catturata non si rilascia altrove, perché i rilasci hanno contribuito alla diffusione della specie. Le regole cambiano da Regione a Regione: prima di agire chiedi alla Provincia o alla Regione.

Come capire se sono nutrie: tracce, escrementi e piste

Gli escrementi della nutria sono grandi, cilindrici, lunghi fino a 70 millimetri e con sottili striature longitudinali; quelli dell’ondatra sono ovali e lunghi 10-12 millimetri. Le impronte posteriori arrivano a 15 centimetri e possono mostrare le dita palmate, e a volte accanto c’è il segno della coda trascinata. Nella vegetazione lascia piste larghe 15-20 centimetri, contro i circa 10 dell’ondatra; quelle dell’arvicola acquatica sono molto più strette.

Le buche di ratti e arvicole acquatiche hanno un ingresso di 4-8 centimetri, molto più piccolo delle gallerie della nutria. Se i segni sono lontano dall’acqua, il responsabile può essere un altro scavatore, come la talpa.

Domande

Che animale è la nutria e da dove viene?
È un grosso roditore semiacquatico originario del Sud America, introdotto in Europa e in Italia per l’allevamento da pelliccia. Oggi è presente in quasi tutte le regioni italiane e figura tra le specie esotiche invasive dell’elenco europeo.
Qual è la differenza tra nutria e ratto?
La nutria è molto più grande, con incisivi arancioni visibili, muso bianco e piede posteriore parzialmente palmato. Il ratto ha la coda nuda e il piede non palmato; solo i giovani di nutria hanno una taglia simile a quella di un ratto adulto.
La nutria è un castoro?
No. Il castoro è circa il doppio della nutria, ha la coda larga e piatta e il piede posteriore completamente palmato. La nutria ha una coda rotonda e poco pelosa, simile a quella di un ratto.
La nutria è pericolosa per le persone?
Il rischio principale è sanitario: l’ISPRA la indica come potenziale vettore di parassiti e agenti patogeni, e il suo ruolo come serbatoio di leptospire è ancora discusso. Non toccarla, né toccare le carcasse; se hai sintomi dopo un contatto, rivolgiti al medico.
La nutria è protetta? Si può cacciare?
Non è tutelata dalla legge 157/1992 e il suo controllo è affidato a Regioni e Province, che lo fanno eseguire da operatori autorizzati. Un privato non può abbatterla o catturarla per conto proprio senza autorizzazione.
Cosa mangia la nutria?
Radici, tuberi, steli e foglie di piante acquatiche e terrestri; solo di rado molluschi bivalvi. Un adulto consuma da 1,2 a 2,5 chilogrammi di cibo fresco al giorno e può arrivare alle colture, come barbabietola, riso e ortaggi.
Quali danni fa la nutria agli argini?
Scava gallerie lunghe anche diversi metri che possono indebolire argini e sponde, soprattutto durante le piene. Il rischio cresce dove nello stesso argine ci sono anche tane di tasso, istrice o volpe.
Cosa faccio se vedo nutrie vicino a casa?
Segnala la presenza alla Polizia provinciale o al Comune e non avvicinarti. Non cercare di catturarla, avvelenarla o spostarla: sono operazioni consentite solo a operatori autorizzati.

Fonti

  • S. Bertolino, ISPRA con il contributo dell’Associazione Teriologica Italiana, «Myocastor coypus – Nutria», scheda delle specie esotiche invasive. Vai alla fonte
  • S. Bertolino, «Myocastor coypus – Nutria», scheda in Le specie presenti in Italia, Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Piccoli Mammiferi. Vai alla fonte
  • ISPRA, «Guida identificativa alle specie aliene invasive di interesse unionale: Myocastor coypus e Ondatra zibethicus». Vai alla fonte
  • Regione Emilia-Romagna, «Piano regionale per il controllo della nutria (Myocastor coypus), periodo 2026-2030», allegato 1, Bollettino ufficiale della Regione. Vai alla fonte

Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un esperto di fauna.

Nutria
Nutria: foto dell'infestante
Myocastor coypus
Classificazione scientifica
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineRodentia
FamigliaMyocastoridae
GenereMyocastor
SpecieMyocastor coypus
Nomenclatura binomialeMyocastor coypus
La fonte
Classificazione dal registro GBIFrango: species