Nutria
Myocastor coypus
La nutria (Myocastor coypus) è un grosso roditore semiacquatico sudamericano, specie esotica invasiva dell'elenco UE. Scava tane negli argini e mangia le colture; il controllo spetta a Regioni e Province, non al privato.
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- 4-8 kgpeso secondo la scheda dell'Associazione Teriologica
- Fino a 1 mlunghezza totale, coda compresa
- 2-3 cucciolatel'anno, di circa 5 piccoli, in tutti i mesi
- Elenco UEspecie esotica invasiva di rilevanza unionale

Aspetto fisico: com’è fatta la nutria e come si distingue da ratto, ondatra e castoro
La nutria (Myocastor coypus) è un grosso roditore semiacquatico, di corporatura tozza e con zampe corte, lungo fino a circa un metro coda compresa. La scheda dell’Associazione Teriologica Italiana indica 4-8 chilogrammi di peso, 472-575 millimetri di testa e corpo e una coda di 340-405 millimetri; altre schede danno pesi più bassi, da 2-5 chilogrammi, e un massimo di 9. Il peso varia quindi da fonte a fonte e dall’esemplare.
La pelliccia è bruno-rossastra e giallo-marrone, a volte con estremità più chiare, e si vedono anche esemplari chiari o albini. Il muso è di solito bianco dal naso al mento, i baffi bianchi sono lunghi 7-12 centimetri e gli incisivi giallo-arancio brillante si vedono anche con la bocca chiusa. Occhi e narici stanno in alto sulla testa, le orecchie sono piccole. La coda è lunga, cilindrica, con pelo rado e la punta appuntita; le zampe posteriori sono più lunghe delle anteriori e parzialmente palmate, quelle anteriori hanno quattro dita artigliate e non palmate.
La differenza tra nutria e ratto si vede a prima occhiata, con una riserva: il ratto è molto più piccolo, ha la coda lunga e nuda e il piede non palmato, ma i giovani di nutria possono avere la taglia di un ratto adulto. Per il confronto con le altre specie che vivono vicino all’acqua usa la tabella, costruita sulla guida identificativa dell’ISPRA.
| Carattere | Nutria | Ratto | Ondatra (topo muschiato) | Castoro |
|---|---|---|---|---|
| Taglia | media; adulta 2-3 volte l’ondatra | più piccola della nutria | piccola | circa 2 volte la nutria |
| Coda | lunga, rotonda, poco pelosa | lunga e nuda | sottile, appiattita sui lati | larga e piatta |
| Piede posteriore | parzialmente palmato | non palmato | non palmato, con frangia di peli | completamente palmato |
| Denti e baffi | incisivi arancioni ben visibili, baffi bianchi lunghi | incisivi giallo-marrone, baffi bianchi e neri | baffi scuri e sottili, denti non visibili | incisivi grandi arancioni, baffi scuri e sottili |
Nutria e castoro si distinguono soprattutto dalla coda e dal piede posteriore. Anche l’arvicola acquatica può essere scambiata per un piccolo roditore da canale, ma è molto più piccola: 12-22 centimetri di corpo e 100-300 grammi. Se cerchi un’arvicola dei campi leggi la scheda su Microtus arvalis; per i ratti, quelle sul ratto norvegese e su Rattus rattus.
Ciclo vitale: quanti piccoli fa la nutria e perché aumenta così in fretta
La nutria ha un potenziale riproduttivo molto alto e può riprodursi in tutti i mesi dell’anno. Secondo l’ISPRA fa fino a due o tre cucciolate l’anno, di circa cinque piccoli ciascuna, con frequenza e numero che cambiano con le condizioni dell’ambiente.
In Emilia-Romagna le nascite sono distribuite lungo tutto l’anno, con picchi tra maggio e novembre. Il clima caldo e umido e il cibo abbondante favoriscono la crescita delle popolazioni; il freno principale sono gli inverni freddi, con temperature sotto lo zero per periodi lunghi.
Comportamenti: dove scava le tane e quando la vedi
La nutria è gregaria e sedentaria, perlopiù attiva di notte e al crepuscolo, ma può farsi vedere anche di giorno, soprattutto in inverno e dove non ha predatori. Nell’areale d’origine vive in gruppi di una decina di individui.
Il tratto che conta di più per chi vive vicino a un corso d’acqua è che scava. Le tane di nutria sono gallerie lunghe anche diversi metri, aperte nelle rive e negli argini e a volte condivise da più nuclei familiari; l’ingresso è di norma vicino al livello dell’acqua.
Abitudini alimentari: cosa mangia la nutria
La nutria è un erbivoro generalista: mangia radici, tuberi, steli e foglie di piante acquatiche e terrestri, e solo di rado molluschi bivalvi. Sceglie le parti più ricche, scavando o cercando in acqua radici e tuberi, e spesso lascia intatta la maggior parte della pianta.
Un adulto può consumare da 1,2 a 2,5 chilogrammi di cibo fresco al giorno. Se sulle rive la vegetazione naturale è scarsa o manca, si allontana dall’acqua e arriva alle coltivazioni, dove le piante coltivate, più ricche e concentrate, sono più appetibili di quelle spontanee. Barbabietola da zucchero, riso e diversi ortaggi subiscono asporti anche consistenti.
Habitat: dove vive la nutria in Italia e da dove viene
La nutria vive in quasi tutte le regioni italiane, vicino ad acque ferme o lente: paludi, stagni, laghi, canali di scolo, tratti di pianura dei fiumi, bacini artificiali e risaie. È legata alla pianura, ma in casi particolari arriva a 1.000 metri di quota. Le due aree dove è presente in modo quasi continuo sono la Valle del Po con la costa adriatica fino all’Abruzzo, e la costa tirrenica dalla Liguria e dalla Toscana fino alla Campania; altrove ci sono nuclei locali, e in Sicilia sembra scomparsa.
È una specie originaria del Sud America (Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Argentina e Cile). In Italia le prime importazioni per l’allevamento da pelliccia risalgono al 1928; si è affermata con le fughe dagli allevamenti e con i rilasci intenzionali, e poi si è diffusa da sola lungo i fiumi.
Danni provocati: argini, colture, salute e cosa fare se hai nutrie vicino casa
La nutria danneggia soprattutto argini e canali: le gallerie possono compromettere la tenuta delle sponde e, in caso di piena, aumentare il rischio idraulico. Il problema è maggiore dove negli stessi argini ci sono già tane di altri animali scavatori, come tasso, istrice o volpe; lo scavo può anche far franare le sponde e restringere la sezione dei canali. Danneggia poi le coltivazioni, come descritto sopra, e la vegetazione delle zone umide: sui laghi può affondare i nidi galleggianti degli uccelli acquatici e far sparire canneti e ninfee.
Per la salute la posizione dell’ISPRA è prudente: la nutria può essere un potenziale vettore di parassiti e di altri agenti patogeni pericolosi anche per l’uomo. Le schede citano la fasciola epatica e le leptospire; il suo ruolo come portatrice è ancora discusso. Non toccare l’animale né le carcasse, lavati con acqua e sapone dopo qualsiasi contatto con acque di canale o con animali selvatici, e se in seguito hai febbre o malessere dillo al medico, indicando il contatto.
Cosa fare in pratica: segnala la presenza alla Polizia provinciale o al Comune, che gestiscono il controllo, e non intervenire da solo. Il tecnico di Disinfesta non sostituisce i piani pubblici: può fare un sopralluogo per capire se tane, rosicchiature e escrementi sono di nutria o di ratti e arvicole e, se sono ratti, la derattizzazione è lecita. Dove un piano regionale lo prevede, le imprese di disinfestazione possono essere incaricate del controllo, con personale qualificato e nel rispetto dei metodi del piano.
Nutria, specie invasiva: cosa può e non può fare un privato
La nutria è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale: l’ha inserita nell’elenco europeo il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141, in applicazione del regolamento (UE) 1143/2014. In Italia vale il decreto legislativo 230/2017 e un piano nazionale di gestione del 2021, che le Regioni e le Province applicano con propri piani di controllo.
La nutria non è fauna selvatica tutelata dalla legge 157/1992, che dal 2014 la esclude dalla tutela: per lei la gestione mira all’eradicazione o comunque al controllo, ed è regolata dall’articolo 19. Questo non vuol dire che ognuno possa agire a modo suo. Il controllo spetta a Regioni e Province, che lo fanno attuare da operatori autorizzati sotto il coordinamento della polizia provinciale; nelle aree urbane tocca ai Comuni.
Un proprietario o conduttore di fondi può essere coinvolto solo con un’autorizzazione e dopo un corso di formazione: in Emilia-Romagna un’azienda agricola può chiedere alla polizia provinciale di autorizzare al massimo due coadiutori di fiducia, e chi usa armi da fuoco deve avere la licenza di caccia. I metodi ammessi sono le gabbie-trappola, fornite o registrate dall’ente e controllate almeno una volta al giorno, e l’abbattimento con arma da fuoco; veleni e rodenticidi sono vietati nel controllo della nutria. Una nutria catturata non si rilascia altrove, perché i rilasci hanno contribuito alla diffusione della specie. Le regole cambiano da Regione a Regione: prima di agire chiedi alla Provincia o alla Regione.
Come capire se sono nutrie: tracce, escrementi e piste
Gli escrementi della nutria sono grandi, cilindrici, lunghi fino a 70 millimetri e con sottili striature longitudinali; quelli dell’ondatra sono ovali e lunghi 10-12 millimetri. Le impronte posteriori arrivano a 15 centimetri e possono mostrare le dita palmate, e a volte accanto c’è il segno della coda trascinata. Nella vegetazione lascia piste larghe 15-20 centimetri, contro i circa 10 dell’ondatra; quelle dell’arvicola acquatica sono molto più strette.
Le buche di ratti e arvicole acquatiche hanno un ingresso di 4-8 centimetri, molto più piccolo delle gallerie della nutria. Se i segni sono lontano dall’acqua, il responsabile può essere un altro scavatore, come la talpa.
Domande
Che animale è la nutria e da dove viene?
Qual è la differenza tra nutria e ratto?
La nutria è un castoro?
La nutria è pericolosa per le persone?
La nutria è protetta? Si può cacciare?
Cosa mangia la nutria?
Quali danni fa la nutria agli argini?
Cosa faccio se vedo nutrie vicino a casa?
Fonti
- S. Bertolino, ISPRA con il contributo dell’Associazione Teriologica Italiana, «Myocastor coypus – Nutria», scheda delle specie esotiche invasive. Vai alla fonte
- S. Bertolino, «Myocastor coypus – Nutria», scheda in Le specie presenti in Italia, Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Piccoli Mammiferi. Vai alla fonte
- ISPRA, «Guida identificativa alle specie aliene invasive di interesse unionale: Myocastor coypus e Ondatra zibethicus». Vai alla fonte
- Regione Emilia-Romagna, «Piano regionale per il controllo della nutria (Myocastor coypus), periodo 2026-2030», allegato 1, Bollettino ufficiale della Regione. Vai alla fonte
Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un esperto di fauna.
| Regno | Animalia |
|---|---|
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Rodentia |
| Famiglia | Myocastoridae |
| Genere | Myocastor |
| Specie | Myocastor coypus |