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Parrocchetto monaco

Myiopsitta monachus

Il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) è un pappagallo verde e grigio di circa 29 cm, nato in Sud America e ormai insediato in Italia. I suoi nidi di rami su pali e alberi possono causare guasti elettrici e danni alle colture; il rischio per la salute è basso.

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  • circa 29 cmlunghezza, 95-120 g di peso
  • Nido comunedi rami, su alberi, pali e tralicci
  • Fino a 150 kgpeso dei nidi più grandi
  • Non nell'elenco UEspecie di rilevanza unionale
Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) a terra
Foto: Kevin Jones, CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Aspetto fisico: com’è fatto il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) e come si riconosce

Il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) è un pappagallo verde di taglia piccola: misura circa 29 centimetri, ha un’apertura alare di circa 48 centimetri e pesa 95-120 grammi. Il dorso è verde brillante, la fronte e il petto sono grigio chiaro con una leggera screziatura, il ventre è verde chiaro o giallastro, le penne del volo sono blu scuro, la coda è lunga e affusolata e il becco è arancione.

Maschio e femmina si assomigliano e le femmine sono solo un 5-10% più piccole: distinguerli a vista non è affidabile. Chi cerca «pappagalli verdi» in città di solito ha davanti uno di due parrocchetti diversi: il monaco, grigio sul petto e senza collare, oppure il parrocchetto dal collare, più lungo, con il becco rosso e, nel maschio, un collare nero e rosa attorno al collo.

Quello che vedi sugli alberi e sui pali non è un animale da compagnia sfuggito da poco: sono popolazioni che vivono libere e si riproducono, discendenti di esemplari scappati o abbandonati dalla cattività.

Ciclo vitale: quante uova fa il parrocchetto monaco e quanto vive

Il parrocchetto monaco depone un numero variabile di uova bianche, da una a undici per covata. La femmina cova senza interruzioni e il maschio la nutre; in alcune coppie i figli già grandi aiutano ad allevare i nuovi nati.

In natura vive in media circa 6 anni, mentre in cattività può arrivare a 25-30 anni. Il nido non è in una cavità: è una costruzione di rami, sistemata all’aperto, che viene riutilizzata da una stagione all’altra e ampliata.

Comportamenti: perché il parrocchetto monaco fa nidi sui pali e sugli alberi

Il parrocchetto monaco è l’unico pappagallo che costruisce nidi di rami in gruppo. Ogni coppia ha il proprio ingresso e il proprio vano dentro una struttura comune, che può essere costruita su un albero o su un’opera dell’uomo: un palo della luce o del telefono, un traliccio, un impianto di illuminazione. I nidi più grandi possono superare il metro di diametro e pesare fino a 150 chili.

Il nido è l’origine della maggior parte dei problemi. Su un palo o su un traliccio può provocare interruzioni di corrente, e un nido pesante può spezzare i rami o il sostegno su cui poggia e cadere. Gli stessi nidi, una volta costruiti, vengono occupati da altri uccelli e talvolta da piccoli mammiferi.

Vive in stormi e sceglie alberi alti e strutture su cui costruire, vicino a un posto dove mangiare. Quando si parla di invasione di pappagalli di solito si intende questo: stormi che trovano alberi, pali e cibo, restano e crescono, perché i nidi vengono riutilizzati e ampliati.

Abitudini alimentari: cosa mangiano i pappagalli verdi in città e in campagna

Il parrocchetto monaco è soprattutto vegetariano: mangia semi, frutti, verdure e cereali, e qualche insetto o verme. In città frequenta parchi e giardini, dove trova frutti e semi.

In campagna le cose cambiano: nell’estate 2019 in Puglia, tra Molfetta e Bari, gli stormi hanno attaccato frutta dolce, mandorle e legumi e hanno danneggiato le piazzole usate per la raccolta delle olive. Uno studio sul parco dell’Appia Antica a Roma ha stimato che circa il 30% dei mandorli fosse stato danneggiato.

Habitat: dove vive il parrocchetto monaco in Italia

Il parrocchetto monaco è originario del Sud America ed è arrivato in Europa attraverso esemplari sfuggiti o abbandonati dalla cattività. In Italia è una specie esotica che si è insediata: vive nei parchi e nei viali delle città e nelle campagne vicine, con popolazioni in diverse regioni, tra cui Lazio e Puglia. In Europa la maggior parte degli individui che vivono liberi si trova in Spagna.

Cerca alberi alti, pali e strutture su cui costruire e frutta da mangiare, e per questo la sua presenza è legata ai centri abitati e ai terreni agricoli che li circondano. Non è l’unico pappagallo che vive libero da noi: il parrocchetto dal collare ha un’origine e una storia simili. Nelle città vivono anche altri uccelli arrivati dall’estero o diventati urbani, come l’oca canadese, specie esotica di parchi e laghetti.

Danni provocati: nidi su pali, colture e cosa può fare un privato

I danni del parrocchetto monaco riguardano soprattutto le reti elettriche e le colture, molto meno la salute. I nidi su pali e tralicci possono causare interruzioni di corrente e, per il peso, cadute; le piante da frutto, le mandorle, i legumi e le olive possono essere danneggiati dagli stormi. Per la salute non risultano casi umani collegati a questo parrocchetto; l’amministrazione di Madrid, dove è molto diffuso, segnala come possibili rischi la psittacosi, l’influenza aviaria e la salmonellosi. Per precauzione evita di toccare il guano accumulato e lavati le mani.

Per quanto riguarda la legge, il parrocchetto monaco non è nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale (Regolamento UE 1143/2014): l’ISPRA ne elenca otto di uccelli, e non è tra queste. Nel nostro Paese le specie esotiche rientrano comunque nella legge sulla fauna selvatica (L. 157/1992), che prevede per loro l’eradicazione o il controllo, da realizzare con i piani delle Regioni (art. 19). Per questo un privato non può abbatterli, catturarli né distruggere nidi e uova, e prendere o danneggiare deliberatamente nidi e uova di uccelli selvatici è vietato (art. 21). Le Regioni possono adottare piani di gestione: se nella tua zona ne esiste uno, applica le sue regole e informati presso la Regione o il Comune.

Se ti chiedi come allontanare i pappagalli verdi, la risposta è: con la dissuasione e senza toccare i nidi. Se un nido è su un palo o su un traliccio, segnalalo al gestore della rete senza avvicinarti; se è su un albero pubblico, al Comune. Per i frutteti e gli orti esistono reti di protezione e dissuasori per pappagalli verdi, la cui efficacia varia e va valutata caso per caso.

Disinfesta fa un sopralluogo, individua dove gli uccelli si posano e dove mangiano, installa sistemi di dissuasione che non fanno male agli animali, di solito fuori dal periodo di nidificazione, e sanifica le superfici imbrattate dal guano. Non toglie nidi in uso e non promette che gli stormi non tornino. Per gli altri metodi leggi la guida sull’allontanamento dei volatili e i 5 consigli utili per allontanare i volatili senza ucciderli.

Pappagalli verdi in città: parrocchetto monaco o dal collare?

Per capire quale dei due hai davanti guarda il petto, il becco e il nido. Il monaco ha il petto grigio chiaro, il becco arancione ed è lungo circa 29 centimetri; il collare è più lungo, ha il becco rosso e il maschio un collare nero e rosa attorno al collo. Il monaco costruisce un nido di rami all’aperto; il collare, di solito, una cavità.

La distinzione conta perché i problemi sono diversi: i nidi sui pali sono tipici del monaco, mentre il collare è legato alle cavità. Leggi la scheda del parrocchetto dal collare per i dettagli.

Domande

Cos’è il parrocchetto monaco?
È un pappagallo verde e grigio di circa 29 cm, originario del Sud America, che in Italia vive libero in diverse città e campagne. È l’unico pappagallo che costruisce un nido comune di rami.
Il parrocchetto monaco è una specie invasiva?
In Italia è una specie esotica insediata e il suo impatto è seguito dalle Regioni, ma non è nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Il controllo spetta agli enti pubblici, non ai privati.
Come allontanare i pappagalli dagli alberi?
Senza fare loro del male e senza toccare i nidi: per gli alberi pubblici rivolgiti al Comune, per frutteti e superfici valuta reti e dissuasori. Su pali e tralicci segnala al gestore della rete; un professionista può valutare il caso.
Posso rimuovere il nido di pappagalli dal mio albero o dal mio palo?
No, non di tua iniziativa: nidi e uova di uccelli selvatici non si distruggono e la gestione delle specie esotiche spetta alle Regioni. Segnala il nido al Comune o, se è su un palo, al gestore della rete.
I pappagalli verdi sono pericolosi per la salute?
Per le persone il rischio è basso e non risultano casi collegati a questo parrocchetto. L’amministrazione di Madrid ricorda possibili rischi come psittacosi e salmonellosi: evita di toccare il guano e lavati le mani.
Cosa mangiano i pappagalli verdi?
Soprattutto semi, frutti, verdure e cereali, e qualche insetto. Nei frutteti pugliesi hanno attaccato frutta dolce, mandorle e legumi.
Perché fanno nidi così grandi sui pali?
Perché è l’unico pappagallo che costruisce un nido comune di rami, con un ingresso per ogni coppia. Su un palo o su un albero alto la struttura può superare il metro di diametro e pesare fino a 150 chili.

Fonti

  • ISPRA, «Lista delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale», portale Specie invasive. Vai alla fonte
  • Liguori R., «L’Europa ha un problema con i pappagalli parrocchetti», AGI, 19 ottobre 2019. Vai alla fonte
  • «Legge 11 febbraio 1992, n. 157, artt. 2, 19 e 21», Normattiva. Vai alla fonte
  • «Monk parakeet», Wikipedia (inglese). Vai alla fonte

Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un veterinario.

Parrocchetto monaco
Parrocchetto monaco: foto dell'infestante
Myiopsitta monachus
Classificazione scientifica
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
OrdinePsittaciformes
FamigliaPsittacidae
GenereMyiopsitta
SpecieMyiopsitta monachus
Nomenclatura binomialeMyiopsitta monachus
La fonte
Classificazione dal registro GBIFrango: species