Ghiro
Glis glis
Il ghiro (Glis glis) è un roditore arboricolo e notturno, non un topo: pesa 78-243 g, iberna per almeno sei mesi ed è una specie tutelata dalla L. 157/1992. Nel sottotetto fa rumori e sporca, ma un privato non può catturarlo né avvelenarlo.
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- 78-243 gpeso dell'adulto
- Almeno 6 mesidi ibernazione, in genere da ottobre ad aprile
- Notturnoattivo di notte, arboricolo
- TutelatoL. 157/1992 e Convenzione di Berna (App. III)

Aspetto fisico: com’è fatto il ghiro (Glis glis) e come riconoscerlo
Il ghiro (Glis glis) non è un topo: è un roditore della famiglia dei gliridi, di cui è il più grande fra quelli italiani. Un adulto pesa da 78 a 243 grammi, con il corpo lungo 12-21 centimetri e una coda di 10-19 centimetri, folta e poco più corta del corpo. Ha la testa tondeggiante, le orecchie corte e gli occhi grandi, cerchiati di scuro; il dorso è grigio-bruno e il ventre biancastro, con un confine netto fra i due colori.
Si confonde con altri animali che si sentono in casa. Il topo quercino, un altro gliride, ha una mascherina nera sul muso, che nel ghiro manca; il moscardino è molto più piccolo. Per il colore grigio il ghiro può sembrare uno scoiattolo grigio, che però è molto più grande e attivo di giorno. Il ratto nero ha muso appuntito e orecchie grandi, e non la coda folta.
| Animale | Peso | Coda | Per riconoscerlo |
|---|---|---|---|
| Ghiro | 78-243 g | folta, poco più corta del corpo | orecchie corte, occhi grandi con anelli scuri, attivo di notte |
| Ratto nero | 140-280 g | lunga almeno quanto il corpo | muso appuntito, orecchie grandi |
| Scoiattolo grigio | fino a 700 g | grigio-argento, con due bande bianche | attivo di giorno, senza ciuffi sulle orecchie |
Chi cerca «topo ghiro nero» sappia che il ghiro non è nero e non è un topo: un roditore scuro e snello nel sottotetto è più probabilmente un ratto nero. La differenza si vede meglio dalle tracce, descritte nelle schede su topo e ratto, che da un rumore.
Ciclo vitale: ibernazione, nascite e quanto vive il ghiro
Il ghiro iberna per almeno sei mesi, in genere da ottobre ad aprile, in cavità del terreno o degli alberi, fra le rocce o in soffitte e casolari abbandonati. In questo periodo la mortalità è praticamente nulla: l’animale resta immobile e silenzioso, e non fa rumori nel sottotetto.
Il periodo riproduttivo cade fra giugno e agosto, con un solo parto all’anno e da 2 a 10 piccoli, che nascono ciechi e nudi e aprono gli occhi dopo circa tre settimane. Diventa adulto, sessualmente, dopo uno o due anni. Il ghiro vive a lungo per un roditore di questa taglia: la scheda del Gruppo Piccoli Mammiferi indica un’aspettativa di vita di 9 anni, mentre la scheda dell’Emilia-Romagna parla di circa 6 anni in natura.
In pratica, in estate nel nido possono esserci i piccoli e in inverno un animale in ibernazione: in tutti e due i casi chiudere gli accessi senza controllare è un errore.
Comportamenti: ghiri nel sottotetto, rumori notturni e «ghiro volante»
Il ghiro è un animale notturno e arboricolo: di giorno riposa e frequenta poco il terreno, di notte si arrampica e corre fra i rami. È gregario e vive in piccoli gruppi familiari, per questo i rumori nel sottotetto possono essere di più animali. Nelle fonti consultate soffitte e casolari compaiono come rifugi dove sverna.
I rumori che senti nel soffitto di sera e di notte, passi veloci, corse e rosicchiamenti, sono compatibili con il ghiro ma non lo provano: anche ratti, topi e altri animali fanno lo stesso. Un indizio è l’ora: lo scoiattolo, per esempio, è attivo di giorno, mentre ghiro e ratto escono di notte.
Esiste il ghiro volante? No: il ghiro salta e si arrampica ma non ha membrane per planare. Chi cerca «ghiro volante» ha di solito in mente uno scoiattolo volante, che in Italia non vive (vedi la scheda sullo scoiattolo volante), oppure ha visto un pipistrello: è il caso di guardare la scheda sui pipistrelli, che sono protetti e vanno trattati con altre regole.
Abitudini alimentari: cosa mangia il ghiro
Il ghiro ha una dieta essenzialmente vegetale: frutti e semi del bosco, e in particolare le nocciole. Occasionalmente mangia uova, nidiacei e piccoli mammiferi. Frequenta noccioleti e castagneti vicini al bosco e comincia a nutrirsi di nocciole già a giugno, prima che siano mature.
Non cerca il cibo come un topo nella dispensa. Il motivo per cui entra in una casa è di solito il rifugio, non la cucina; frutta secca, noci e nocciole lasciate in solaio possono però essere un motivo in più per tornare.
Habitat: dove vive il ghiro in Italia e quando lo trovi in casa
Il ghiro vive nei boschi di latifoglie o misti, con una preferenza per querceti e faggete, ma frequenta anche abetine miste e pinete litoranee con querce, parchi, giardini e frutteti. Dal livello del mare arriva in genere a 1.200-1.500 metri, con un limite massimo di circa 1.800 metri sulle Alpi occidentali.
È presente nelle aree forestali di tutta la penisola, sulle Alpi e sugli Appennini, nella parte settentrionale della Sicilia e in alcune località della Sardegna centro-meridionale. Per questo i ghiri in casa riguardano soprattutto le abitazioni vicine al bosco o ai frutteti, e le case di campagna o di collina, più delle città.
Danni provocati: ghiri in casa, disinfestazione, allontanamento e cosa dice la legge
Il ghiro è una specie tutelata. La legge 157/1992 protegge i mammiferi selvatici e il ghiro non rientra fra i pochi roditori esclusi (talpe, ratti, topi propriamente detti, nutrie, arvicole); è protetto anche dalla Convenzione di Berna (Appendice III). L’articolo 3 vieta ogni forma di cattura di mammiferi selvatici e il prelievo di nidi e piccoli nati. Per questo chi cerca «disinfestazione ghiri» o «eliminare ghiri» deve sapere che un privato non può catturarli, ucciderli né avvelenarli: niente trappole, colla, esche o veleni.
Il controllo di una specie selvatica spetta alle Regioni, che possono autorizzare piani di cattura o abbattimento solo se i metodi ecologici si sono rivelati inefficaci e dopo il parere dell’ISPRA. La derattizzazione, lecita per topi e ratti, non si applica al ghiro.
I danni sono quelli di un roditore che vive nel sottotetto: rumori notturni, escrementi e materiale di nidificazione, e il rischio che rosicchi isolanti, travi e cavi elettrici, con un possibile problema all’impianto. Il rischio sanitario è limitato: nelle fonti consultate non compaiono malattie specifiche trasmesse dal ghiro all’uomo. Per ripulire le deiezioni di roditori l’IZSVe raccomanda detergenti o disinfettanti liquidi per non sollevare polvere, guanti resistenti e mascherina, e di lavare mani e indumenti dopo. Se un ghiro ti morde o ti graffia, non toccarlo a mani nude: lava la zona e rivolgiti al medico o al pronto soccorso.
Se pensi di avere un ghiro in casa, non chiudere i buchi e non entrare nel sottotetto con trappole o prodotti: potrebbero esserci i piccoli o un animale in ibernazione. Chiama un professionista e, per le regole locali, l’ufficio fauna della tua Regione o della Provincia. Il tecnico di Disinfesta non interviene sull’animale: ispeziona il sottotetto, riconosce la specie dalle tracce, individua gli accessi e le parti da sanificare, e indica quando e come chiudere i punti d’ingresso senza fare male a nessuno. Se i rumori sono di topi o ratti, il tecnico propone una derattizzazione mirata dopo la diagnosi.
I rumori nel sottotetto sono di un ghiro, di una faina o di un topo?
Passi pesanti e salti sul soffitto, di notte, fanno pensare alla faina, un mustelide che pesa più di un chilo e che si nutre anche di ghiri. Corse leggere e rosicchiamenti possono essere di topi o ratti; un fruscio all’imbrunire può essere di pipistrelli. Di giorno, invece, a muoversi nel sottotetto sono più spesso gli scoiattoli.
La specie la riconosce un sopralluogo, con le tracce e gli accessi, non il solo rumore. Fino ad allora la regola è una sola: non intervenire da soli.
Domande
Il ghiro è un topo?
Il ghiro è protetto?
Cosa fare se ci sono ghiri nel sottotetto?
Si possono disinfestare o allontanare i ghiri?
Quando va in letargo il ghiro?
Il ghiro morde? È pericoloso?
Esiste il ghiro volante?
Cosa mangia il ghiro?
Fonti
- V. La Morgia, «Glis glis – Ghiro», scheda in Le specie presenti in Italia, Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Piccoli Mammiferi. Vai alla fonte
- M.G. Bertusi e T. Tosetti, «Ghiro», in I Mammiferi dell’Emilia-Romagna, IBC Regione Emilia-Romagna 1986, pagina aggiornata nel 2012. Vai alla fonte
- Legge 11 febbraio 1992, n. 157, «Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio» (artt. 1, 2, 3 e 19). Vai alla fonte
- Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, «Moria di topi: il punto della situazione». Vai alla fonte
Pagina divulgativa a cura di Disinfesta Srl. Non sostituisce il parere di un medico o di un esperto di fauna.
| Regno | Animalia |
|---|---|
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Rodentia |
| Famiglia | Gliridae |
| Genere | Glis |
| Specie | Glis glis |